Intervista al consigliere regionale, Mino Borraccino. “Senza Michele Emiliano non ci sarebbe stato tutto questo. Bitetti nel PD? Si tratterebbe di un’opportunità. Il mio rapporto con Riso e Panzano è chiuso. In maniera definitiva. Sul nuovo ospedale San Cataldo, sui tempi della sua apertura, s’interpelli l’assessore tarantino Pentassuglia…”
Consigliere Borraccino: lei era presente, l’altra sera, alla cerimonia d’apertura dei XX Giochi del Mediterraneo?
“Si, è stato uno spettacolo meraviglioso. Non le nego che mi sono emozionato. Parecchio anche. Non ricordo a memoria d’uomo una Taranto così festosa. Per certi versi, superba. Una superbia declinata al positivo, sinonimo di bellezza ed eccellenza”.
Qualcuno l’ha definita la giornata del riscatto, della rivincita a lungo attesa. Taranto, il Mezzogiorno, possono rappresentare le risorse migliori che il Paese ha da offrire?
“Taranto, con la sua storia millenaria, con la sua postura mediterranea, è una città unica. Una capitale che ignora, disconosce a se stessa questo status. I Giochi dovranno servire anche a questo, a riappropriarci della nostra importanza. Mi lasci dire però una cosa, aggiungere una piccola nota polemica…”.
Prego.
“I Giochi nascono nel 2019 a Patrasso per un’invenzione di Michele Emiliano. E trovano conferma, legittimazione politica, nella legge speciale per Taranto varata in Regione nella scorsa legislatura. Bravo Ferrarese, ineccepibile il suo lavoro, ma eventi così prestigiosi si costruiscono attraverso la continuità amministrativa. E una memoria dei fatti, e dei loro protagonisti, che non presenti salti logici. Zone d’ombra. Credo che l’altra sera, in occasione della cerimonia allo stadio Iacovone, questi aspetti andassero rilevati”.
Non solo l’estate, anche l’autunno sarà caldo. Caldissimo. E non certo per aspetti ascrivibili semplicemente al cambiamento climatico. Sull’Ilva, sulla cordata d’imprenditori del Nord pronti ad acquisire l’area a freddo dello stabilimento, capeggiati dal presidente di Federacciai Gozzi, qual è la sua posizione?
“Parliamo di un dossier complesso, annoso, divisivo. Prevalgono le analisi, latita la sintesi. La mia posizione è per la nazionalizzazione del sito industriale. Solo con questa scelta potremo garantirci le opere di bonifica e la copertura finanziaria perché, lavori del genere, possano concretamente realizzarsi. In questi ultimi 10 anni lo Stato ha speso 5 miliardi per Ilva. Non mi sembra che si sia concluso granché”.
Il suo partito, il PD, sulla vicenda è diviso. La direzione provinciale chiede la decarbonizzazione della fabbrica; il circolo “Fratelli Cervi”, invece, la chiusura dell’area a caldo così come stabilito dalla Corte d’Appello di Milano.
“La posizione è una soltanto, quella ratificata dalla direzione provinciale. Un conto è il dibattito interno, altra cosa è la linea del partito. Da rispettare, e da difendere all’esterno, sempre e comunque. Considero distoniche le posizioni dei compagni del circolo ‘Cervi’. Fuorvianti”.
Lei è sempre convinto che il sindaco di Taranto dovrebbe aderire al PD?
“Assolutamente. Si tratterebbe di una scelta che rafforzerebbe l’Amministrazione comunale e, al tempo stesso, il PD. Tra l’altro Bitetti ha già militato nel nostro partito. Prima o poi, si torna sempre alla casa madre…”.
Sul nuovo ospedale San Cataldo, la sua apertura, la definitiva consegna ai tarantini, sembra di dover scomodare il terzo segreto di Fatima.
“Di queste cose dovrebbe occuparsi l’assessore Pentassuglia, che tra l’altro è un tarantino…”.
Sbaglio nello scorgere un pizzico di malizia nella sua risposta?
“Ma no, il mio è soltanto rispetto per i ruoli istituzionali”.
Il prossimo anno si voterà per le Politiche? Borraccino sarà della partita?
“Sono stato eletto in Consiglio regionale, non mi sposterò da lì per rispetto verso gli elettori che mi hanno sostenuto. Spero soltanto che la nuova legge elettorale contempli le preferenze. Per il bene della democrazia, per il corretto funzionamento del vincolo di rappresentanza”.
Sono vere le voci di un suo riavvicinamento all’assessore Riso e al consigliere Panzano, dopo lo strappo dei mesi scorsi?
“La ringrazio per questa domanda. Perché mi consente di chiarire, una volta per sempre, questa vicenda. Non c’è, e non ci sarà, alcun riavvicinamento. Si tratta di una storia chiusa. Una storia che mi ha molto addolorato sul piano personale. E deluso su quello più squisitamente politico. Guardiamo avanti, domani è un altro giorno”.


