Fuori Gravame, dentro D’Amato? Dopo i Giochi del Mediterraneo prende corpo l’ipotesi di un avvicendamento nella giunta Bitetti, con l’ex europarlamentare dei Verdi verso la delega all’Ambiente
Potrebbe esserci un cambio di guardia all’assessorato all’Ambiente del Comune di Taranto. È un’ipotesi che circola negli ambienti politici cittadini, (anche se al momento non trova ufficialità), ma che colloca Rosa D’Amato tra i possibili nomi per una futura sostituzione dell’attuale assessora Fulvia Gravame.
La partita, secondo indiscrezioni, potrebbe disputarsi dopo la conclusione dei Giochi del Mediterraneo, oppure in una fase successiva della consiliatura. L’eventuale avvicendamento avrebbe però un peso politico non da poco, considerato il ruolo che le politiche ambientali occupano nel quadro amministrativo. Il nodo ex Ilva resta il vero dedalo sul quale molte decisioni dovranno convergere.
Nel corso dei mesi, l’operato dell’attuale assessora è stato accompagnato da critiche anche molto aspre, al netto della sua biografia da attivista, la percezione defilata sulle maggiori questioni, non è passata inosservata.
Il tema riguarda anzitutto il rapporto con la grande industria e con quel processo di transizione necessario a digiuno di equilibri tra crisi siderurgica, tutela della salute, bonifiche e prospettive di riconversione.
Una sorta di anestesia ambientalista quella restituita dall’assessora e riconosciuta da quota parte di quello stesso elettorato “verde” che all’inizio del suo mandato l’ha sostenuta con passione. Ora la distanza dalle battaglie storiche ha ossigenato lo smalto, accigliando il sole e sbiadendo il colorito del partito. L’intero bilancio dell’assessorato sembra essere piegato su una resilienza tacita quanto confortante.
Anche su altri fronti il rapporto con alcune realtà civiche e associative non è apparso sempre lineare. La gestione del verde, il decoro urbano, le aree degradate e, più recentemente, le questioni legate alla tutela degli animali non hanno giovato al colorito politico.
Se l’ipotesi di una sostituzione dovesse trovare conferma, inevitabilmente si aprirebbe una discussione su opportunità e prospettive. L’eventuale cambio di delega sarebbe con un’altra figura legata alle lotte tarantine.
Rosa D’Amato conosce infatti da tempo il terreno sul quale si muove la politica ambientale della città. Tarantina, attivista in comitati e associazioni ambientaliste, nel 2014 è stata eletta al Parlamento europeo con il Movimento 5 Stelle e nel 2019 è stata riconfermata. Nel dicembre 2020 ha lasciato il Movimento insieme ad altri tre europarlamentari, entrando nel gruppo dei Verdi europei. Nel 2025 è stata candidata da Alleanza Verdi e Sinistra alle elezioni regionali pugliesi nella circoscrizione di Taranto.
Negli anni, ha mantenuto una posizione particolarmente critica nei confronti del modello industriale tarantino. Ancora nel 2025, da commissaria regionale di Europa Verde, è stata tra i promotori della simbolica offerta da due euro per l’acquisizione del complesso dell’ex Ilva, accompagnata dalla richiesta di chiusura dell’area a caldo, bonifiche e riconversione delle aree industriali.
Ma con la prospettiva di fine del ciclo integrale, l’eventuale ingresso di D’Amato nella giunta di Piero Bitetti segnerebbe forse un profilo più riconoscibile sul terreno ambientalista? Oppure si tratterebbe dell’ennesima occasione mancata, rafforzando di fatto la delega, ma non la città?


