Per Dda non sono emersi elementi su voto di scambio. Per il gip il reato è comunque prescritto
Il Tribunale di Bari ha archiviato il procedimento penale nei confronti di Anita Maurodinoia, ex assessora pugliese ai Trasporti, e di un’altra quarantina di indagati, tra cui alcuni pregiudicati baresi.
L’ex assessora rispondeva di scambio elettorale politico mafioso nell’ambito di fascicolo stralcio dell’inchiesta ‘Codice interno’ che, nel febbraio 2024, portò a 130 arresti, tra cui l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri (109 imputati sono già stati condannati in abbreviato).
La Dda ipotizzava il coinvolgimento di Maurodinoia nella presunta compravendita di voti dalla malavita per le elezioni amministrative di Bari del 2019, quando furono elette sia lei sia la moglie di Olivieri (Maria Carmen Lorusso, tuttora imputata). Per approfondire la sua posizione, a maggio 2019 la Procura aveva chiesto di intercettare d’urgenza l’allora consigliera ma la richiesta fu rigettata. I successivi elementi acquisiti nel corso dell’indagine “non hanno prodotto ulteriori evidenze” per formulare contestazioni di voto di scambio hanno spiegato i pm Fabio Buquicchio e Marco D’Agostino nella richiesta di archiviazione, risalente a marzo scorso.
Qualche settimana dopo, il 9 aprile, ma se n’è avuta notizia solo ora, il gip Alfredo Ferraro ha accolto la richiesta di archiviazione. La notizia è riportata dal Quotidiano di Puglia. Il giudice, condividendo le argomentazioni della Procura, nel decreto di archiviazione aggiunge che il reato contestato a Maurodinoia e ad altri 16 indagati è comunque ormai prescritto.
Per altri 26 indagati i reati non sussistono. L’ex assessora rischia adesso un altro processo (l’udienza preliminare è fissata per il 22 settembre) ancora una volta su presunte elezioni truccate. Per la Procura, avrebbe fatto parte della presunta associazione finalizzata alla corruzione elettorale che avrebbe inquinato le Regionali del 2020 (quando la stessa Maurodinoia fu eletta con quasi 20mila voti nella lista del Pd) e le Comunali di Grumo Appula (2020) e Triggiano (2021). Con lei (e altri 16) è imputato anche il marito Sandro Cataldo, fondatore del movimento politico ‘Sud al centro’ e considerato il promotore della presunta associazione. (Ansa)



