Convertino: “Servono garanzie per le imprese, sostegno al lavoro e una vera strategia di riconversione industriale”
La situazione dello stabilimento siderurgico di Taranto e le ricadute sull’indotto sono state al centro dell’intervento di Nicola Convertino, presidente di AIGI – Associazione Indotto e General Industries, in audizione sul disegno di legge di conversione del decreto-legge 154/2026 sulla continuità operativa degli impianti di interesse strategico nazionale. Convertini ha ricordato le difficoltà affrontate dalle imprese dell’indotto, già duramente colpite dalla crisi del 2015, con circa 150 milioni di euro di crediti che, a distanza di oltre dieci anni, non risultano ancora integralmente recuperati. Una situazione finanziaria che, secondo AIGI, rende oggi indispensabili interventi immediati a tutela delle aziende e dell’occupazione.
Tra le priorità indicate dall’associazione c’è innanzitutto la certezza dei pagamenti per le prestazioni già effettuate e per quelle necessarie nella fase di transizione. AIGI chiede inoltre una soluzione per le partite ancora sospese e un intervento che permetta alle imprese di recuperare almeno l’IVA relativa ai crediti maturati nella procedura del 2015, così da liberare nuove risorse finanziarie.
Sul fronte del lavoro, Convertino ha chiesto l’attivazione di strumenti di cassa integrazione dedicati alle imprese dell’indotto, con anticipazione diretta da parte dell’INPS, per evitare ulteriori ripercussioni sulla liquidità delle aziende. Per accompagnare la trasformazione industriale, AIGI propone anche di utilizzare fondi e strumenti finanziari dedicati alla difesa e alla sicurezza strategica nazionale ed europea, orientando parte delle competenze produttive presenti a Taranto verso questi comparti. Allo stesso tempo, chiede di sbloccare rapidamente gli impianti energetici e le infrastrutture già finanziate e di accelerare gli investimenti.
Un passaggio centrale riguarda poi la governance della transizione: l’associazione propone un commissario unico con poteri speciali, in grado di accelerare l’attuazione del piano, gli investimenti e gli interventi necessari. Convertino ha, quindi, richiamato la necessità di non disperdere il patrimonio industriale e metalmeccanico di Taranto, ma di valorizzarlo completando la filiera e affidando al territorio nuove commesse e lavorazioni. Secondo AIGI, la riconversione deve partire dalle competenze già presenti, rafforzando anche il ruolo del porto e sviluppando parallelamente gli altri settori dell’economia locale.
“Non vogliamo una città di cassintegrati a vita”, ha sottolineato Convertino, ribadendo la necessità di una soluzione che tenga insieme industria, ambiente, lavoro e sviluppo. L’appello finale è rivolto a tutte le istituzioni e alla politica, affinché la vertenza venga affrontata con una visione di lungo periodo e al di fuori della logica della campagna elettorale. Per AIGI, infatti, la crisi non riguarda soltanto le imprese direttamente coinvolte, ma un’intera filiera che comprende aziende di secondo e terzo livello, fornitori, servizi e consulenze.



