Il primo cittadino commenta la decisione della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein che si è detta pronta al confronto con il governo su come investire le risorse finanziarie disponibili
Riceviamo e pubblichiamo per intero la nota del Sindaco
Penso che questa iniziativa meriti la massima considerazione perché da un lato certifica l’importanza del tema in discussione e, dall’altro, consente di valorizzare il ruolo dei partiti di opposizione che oltre a contrastare legittimamente le scelte dell’Esecutivo hanno anche il diritto dovere di formulare proposte alternative, chiedendo appunto alla compagine governativa di discuterle insieme ed eventualmente di condividerle. Questo passaggio politico, al di là degli effetti che produrrà, mi permette di svolgere alcune riflessioni che ci riguardano da vicino.
A mio avviso la complessità della vertenza industriale e ambientale tarantina dovrebbe suggerire a tutte le forze politiche di cambiare passo ed assumersi una piena responsabilità. Mi riferisco alle decisioni che dovranno essere assunte e non a quelle già compiute sulle quali, evidentemente, saranno i tarantini a giudicare quando si recheranno alle urne.
Il punto è che la campagna elettorale per le Politiche è di fatto già iniziata e le prime avvisaglie inducono a pensare che si tratterà di una contesa senza esclusione di colpi. Il futuro di Taranto non può però diventare terreno di scontro così come è stato in passato quando, molti ne conservano memoria, sono state avanzate proposte e soluzioni mirabolanti che poi nulla di concreto hanno determinato se non rabbia, disillusione e ulteriori ritardi. Bisogna perciò imparare dagli errori commessi per evitare di ripeterli. Del resto, è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, dall’alto della sua autorevolezza, non più tardi di qualche settimana fa ha ricordato che Taranto rappresenta un impegno nazionale. Commetteremmo tutti un grave errore se ignorassimo le parole del Capo dello Stato.
Proprio per questo credo sia giunto il momento di stipulare un Patto nazionale per Taranto, magari recuperando lo spirito costituente grazie al quale partiti di diversa matrice ideologica e cultura politica seppero trovare la giusta sintesi per consegnare alle future generazioni una Repubblica democratica fondata sul lavoro e una Costituzione nella quale, tra le altre cose, viene sancita solennemente l’inviolabilità dei diritti fondamentali della persona. Una carta costituzionale che, non a caso, assegna proprio ai partiti il compito di concorrere alla politica nazionale.
E allora mi domando: la vertenza Taranto merita o non merita di essere trattata come una questione di capitale importanza che esige il coinvolgimento diretto e condiviso di tutte le forze politiche? La risposta è sì, perché in gioco c’è la credibilità dello Stato e il patto di fiducia tra istituzioni e cittadini.
Un patto che più volte è stato tradito se è vero che dopo tantissimi anni siamo ancora costretti a fare i conti con i gravissimi danni alla salute e all’ambiente provocati dall’inquinamento e una drammatica emergenza occupazionale che coinvolge migliaia di lavoratori. Ovviamente saranno le singole forze politiche a decidere quale atteggiamento assumere su questa vicenda. Da parte mia, per il ruolo che ricopro, posso solo augurarmi che a prevalere sia sempre l’etica della responsabilità e non l’interesse di parte.
I prossimi mesi saranno decisivi per imprimere una svolta positiva. Sforziamoci, tutti insieme, di costruire qualcosa di importante perché le sorti del territorio ionico sono nelle nostre mani.



