La Procura di Taranto ha aperto un fascicolo, i carabinieri hanno sequestrato lo smartphone della ragazza per analizzare i contenuti
L’ 11 maggio scorso una studentessa di 18 anni si è tolta la vita ad Avetrana, lanciandosi dal balcone di casa. Si fa vivo il sospetto del body shaming. La Procura di Taranto ha aperto un fascicolo d’indagine e i carabinieri hanno già sequestrato lo smartphone per i dovuti controlli. Subito dopo la tragedia alcune indiscrezioni lanciate sul web hanno fatto scattare gli accertamenti, si ipotizzano attacchi legati all’aspetto fisico, bullismo, bodyshiming.
La studentessa dell’ultimo anno di liceo ha lasciato ai suoi familiari una lettera di addio e di ringraziamento ma non ha spiegato il motivo. La famiglia fa appello a tutti coloro che possono essere in possesso di elementi utili alle indagini



