giovedì 3 Aprile 25

BAGNO TURCO

Siamo sull’orlo di una faglia, ma nessuno sembra interessarsene. Che fine hanno fatto i Cinque Stelle, con la loro fissa sulla moralizzazione della vita pubblica? Il caso Taranto passato al setaccio

Che fine hanno fatto i Cinque Stelle? A Taranto – e nel resto del Paese? Oltre le baruffe tra Grillo e Conte, sembra non esserci nient’altro sotto il vestito degli esteti della Vaffa-day. Pardon: sotto la coltre di polemiche a digiuno di politica. Al di là dell’offesa recapitata a mezzo stampa si staglia il nulla cosmico. Il Movimento che doveva imprimere dinamismo alla vita pubblica italiana appare statico, impacciato, smorto. Coloro che dovevano aprire il Parlamento neanche si fosse trattato di una scatoletta di tonno, si ritrovano dilaniati da contraddizioni non ricomponibili. E da una cultura istituzionale a dir poco precaria. Se non fosse per Il Fatto Quotidiano – e per Marco Travaglio, ideologo di un populismo ambidestro, all’amatriciana – nessun foglio macchiato d’inchiostro s’interesserebbe più alla causa di grillini e contini. Delle molteplici battaglie che i nostri eroi senza grazia vollero intestarsi, una volta assurti al potere, quella della moralizzazione della vita pubblica italiana sembrava essere la più appariscente. Con risvolti scenici mai banali in un Paese che ha inventato la commedia e corso ad ingraziarsi, con regolarità certosina, i commedianti. Quella, insomma, dotata di un nerbo ideologico; di un onda lunga capace di propagarsi da Berlinguer – e la sua famosa intervista sul tema, concessa ad Eugenio Scalfari – sino ai nostri giorni. E, invece, niente. Anche su questo i Cinque Stelle hanno appeso le scarpe al chiodo e genuflesso la lingua al mutismo. Il caso tarantino può fungere da esempio, da traccia rivelatrice di questo schema.

I trasformismi in Consiglio comunale, le offese ripetute destinate al mandato popolare, le maggioranze variabili (e varianti), il neghittoso dibattito sull’elezione del nuovo presidente dell’assemblea cittadina, un linguaggio pubblico sempre più involgarito, avrebbero meritato o no un pronunciamento dei Cinque Stelle locali? Una valutazione che fosse una? Un pensiero pronunciato a voce alta? Il senatore Turco, colui che un tempo professava i documenti etici come balsamo e smacchiatore di una politica sensibile a richiami per così dire altri, come giudica quanto sta avvenendo nella sua città? Lui che doveva essere il Bagno Turco, la sudorazione in grado di aprire i pori della pelle e purificare organismi sociali compromessi da agenti inquinanti, perché non si palesa? Il momento è di quelli delicati. Siamo sull’orlo di una faglia, ma nessuno sembra interessarsene. Proprio nessuno.

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