Mancano all’appello 650 infermieri e 200 operatori socio-sanitari. Senza questo piano di assunzioni il San Cataldo non potrà mai essere aperto al pubblico. Dove andranno trovate le risorse, constatato lo stato di disavazo nel quale versa la sanità pugliese? I silenzi dell’assessore Pentassuglia. I sorrisi prolungati del sindaco Bitetti
All’inca 850 nuovi assunti. Per la precisione: 650 infermieri, 200 OSS (Operatori Socio-Sanitari). L’ospedale di Taranto, il San Cataldo, avrà bisogno di nuovi occupati che si sommino a quelli già esistenti. A quelli che prestano servizio al “Santissima Annunziata” e al “Moscati”: gli altri due nosocomi cittadini. Pena l’impossibilità che la struttura venga aperta al pubblico e consegnata, definitivamente, alla popolazione di Taranto. Numeri che non contemplano i medici, i tecnici, le cosiddette attività di guardiania. Ma, constatato lo stato di disavanzo nel quale versa la sanità pugliese, il deficit di circa 350 milioni di euro certificato dalla Corte dei Conti, con quali risorse potrà mai concretizzarsi un piano di assunzioni-monstre come questo?
La domanda non figura nel dibattito pubblico. Sembra non interessare la politica tarantina, quella regionale. Sarebbe interessante conoscere il parere dell’assessore Pentassuglia, l’uomo delle Murge che a Taranto lo si vede più niente che poco, eccezion fatta per i momenti elettorali, sull’argomento. Le considerazioni del nuovo direttore generale dell’Asl jonica. Le valutazioni del sindaco di Taranto: massima autorità sanitaria della città. Il San Cataldo, senza queste assunzioni, non aprirà mai. Avremo l’immobile, il contenitore, ma i contenuti si farà fatica a cercarli. Tutto così italiano. Quando si dice: dall’ospedale vuoi la salute…


