Dopo le gravi accuse, mosse sui social, della collega di maggioranza il Presidente della Commissione Servizi rassegna le dimissioni
All’indomani delle accuse pesanti mosse dalla consigliera Bianca Boshnjaku (Misto di Maggioranza) sui social network, al presidente della Commissione Servizi Gianni Tartaglia (Per Bitetti), quest’ultimo interviene. Entrambi i consiglieri, del perimetro della maggioranza Bitetti, avrebbero avuto una conversazione poi sfociata in toni accesi. Tartaglia, scrive sul suo profilo social, rassegna le dimissioni per “senso di responsabilità e per evitare che questa vicenda possa creare ulteriori tensioni all’interno del consiglio comunale”.
Così scrive l’esponente di Per Bitetti: “Prima del giudizio, il dovere della verità! Proprio per il rispetto che nutro nei confronti delle istituzioni e dei cittadini, ritengo doveroso intervenire. Il confronto politico può essere anche acceso. Le idee possono essere diverse, le posizioni possono essere distanti e le discussioni possono diventare animate. Fa parte della dialettica democratica. Le idee si discutono, si contestano e, se necessario, si combattono con altre idee e con gli strumenti della politica. È questo il terreno sul quale ho sempre accettato il confronto, anche quando è stato particolarmente duro. Ciò che, invece, non dovrebbe mai accadere è trasformare una conversazione privata in un processo mediatico fondato sulla ricostruzione di una sola delle parti coinvolte”.
Prosegue Tartaglia: “Respingo però con assoluta fermezza l’accusa di essere una persona animata da sentimenti di discriminazione. Chi sceglie di svolgere un ruolo pubblico sa che può essere criticato per le proprie idee, per le decisioni assunte e per la propria azione amministrativa. Fa parte della democrazia”. Dopo vari esempi sulla sua condotta civile e morale, Tartaglia scrive che trova “profondamente ingiusto che proprio a me venga attribuita una cultura della discriminazione che non appartiene né alla storia personale né al modo di interpretare il servizio pubblico”.
Conclude così il consigliere di maggioranza: “Ciò non significa sottrarsi al confronto o alle responsabilità. Significa, al contrario, chiedere che ogni valutazione venga compiuta con equilibrio, nel rispetto del principio del contraddittorio e tenendo conto dell’intero contesto nel quale i fatti si sono verificati. Mi riservo di chiarire ogni aspetto della vicenda nelle sedi competenti, con la serenità di chi non teme l’accertamento dei fatti e con la convinzione che la verità debba emergere attraverso un esame completo e imparziale, non attraverso ricostruzioni unilaterali”.


