di Angelo Nasuto
Un anno dopo la vittoria elettorale, la maggioranza deve fare i conti con le critiche dell’ex assessore e con i nuovi equilibri in Consiglio
L’amministrazione Zaccaro è finita sotto la lente d’ingrandimento. A un anno dall’insediamento della nuova amministrazione, il primo scossone è arrivato qualche settimana fa, con l’uscita dalla Giunta di due assessori, Lisi e Maraglino.
Per Lisi, l’uscita dall’esecutivo si inserisce anche nel venir meno del riferimento consiliare dell’Udc, dopo l’uscita di Mastrangelo. Sullo sfondo restano inoltre le vicende giudiziarie che lo riguardano, per le quali risulta indagato. Diversa la posizione di Maraglino, estromesso dalla Giunta dopo una condanna in primo grado.
Una scelta, quella della sindaca, pienamente legittima sul piano politico e amministrativo. Sarà però il tempo a misurarne la coerenza, anche alla luce di quanto accaduto in passato. Tra i precedenti evocati dall’ex assessore c’è anche la vicenda elettorale del consigliere Giannotta.
Maraglino, candidato nella lista della sindaca Zaccaro e per un anno titolare della delega all’Urbanistica, ha considerato ingiusta la propria esclusione dalla Giunta, rivendicando anche il lavoro svolto durante il suo mandato. Ed è proprio qui che la lente d’ingrandimento torna a posarsi su di lui.
La sua attività politica, accompagnata da quella di blogger, potrebbe infatti trasformarlo in una voce critica particolarmente scomoda per l’amministrazione comunale, come già accaduto in passato nei confronti di altre amministrazioni. Un ruolo che Maraglino ha ricoperto anche durante le precedenti esperienze di governo cittadino, alle quali erano alla guida gli ex sindaci Tamburrano e Quarto.
Oggi, però, l’ex assessore sembra contestare all’attuale amministrazione gli stessi “vizi” che, a suo giudizio, hanno caratterizzato la politica massafrese negli anni precedenti. Il suo j’accuse, almeno per come viene articolato, non è rivolto esclusivamente alla sindaca o a uno specifico gruppo di consiglieri di maggioranza. Nel mirino finisce piuttosto la politica cittadina nel suo complesso, che Maraglino accusa di incoerenza e di una carenza di etica politica.
Le sue contestazioni si sviluppano sostanzialmente lungo tre direttrici. Il primo fronte riguarda il funzionamento delle commissioni consiliari. Secondo Maraglino, una parte delle riunioni sarebbe sostanzialmente inutile e servirebbe, a suo giudizio, soprattutto a garantire ai consiglieri il relativo gettone di presenza. Una riduzione delle convocazioni, sostiene l’ex assessore, consentirebbe quindi di ottenere un risparmio per le casse comunali.
Il secondo tema è quello della trasparenza. Maraglino solleva interrogativi sulle procedure amministrative, dai concorsi alle gare d’appalto, e sostiene di essersi rivolto anche agli organi competenti affinché vengano effettuate le opportune verifiche.
Il terzo fronte riguarda invece i nuovi equilibri politici della maggioranza. La domanda posta dall’ex assessore parte da un dato politico: la coalizione che un anno fa ha vinto le elezioni si era presentata come civica. A distanza di dodici mesi, tuttavia, in maggioranza è nato un gruppo consiliare riconducibile a Forza Italia.
Da qui l’interrogativo sollevato da Maraglino: come si concilia la natura civica rivendicata dalla coalizione con la presenza, oggi, di un gruppo espressione di un partito politico? Una domanda che si intreccia con un’altra questione da tempo evocata dall’ex assessore: quella di un presunto “regista occulto” degli equilibri politici cittadini.
Sono accuse e interrogativi che attendono ora riscontri e risposte sul piano politico e amministrativo. Ma una cosa appare evidente: dopo l’uscita dalla Giunta, Maraglino non sembra intenzionato a lasciare il campo. E la sua lente d’ingrandimento, questa volta, è puntata direttamente sull’amministrazione Zaccaro e sugli equilibri della politica massafrese.


