Intervista all’assessore ai Lavori Pubblici, Lucio Lonoce. “Sono un amministratore del fare, la filosofia la lascio ad altri. Giusto e opportuno che Bitetti entri nel PD. A Giorno e Filippetti dico: i partiti includono, non escludono
Assessore Lonoce, Taranto è un grande cantiere all’insegna dei lavori pubblici.
“Stiamo vivendo una fase di straordinaria trasformazione urbana della nostra città. La cui portata definirei, senza alcuna ombra di dubbio, storica. I cambiamenti sono molteplici. Investono più ambiti, diverse aree d’intervento”.
Vogliamo indicarne alcune.
“L’elenco sarebbe davvero lungo. Penso al ‘Parco urbano’ fatto nascere al quartiere Salinella. Un vero gioiello nel suo genere. E poi la realizzazione dei campi di football americano e rugby ubicati nella zona di Paolo VI. La riqualificazione delle fontane cittadine: quella di Piazza Ebalia, di Piazza Maria Immacolata, di Piazza Carbonelli. Interventi che si attendevano da anni. E poi: la messa in sicurezza del rondò Croce e del Cavalcaferrovia, reso possibile grazie ad un finanziamento regionale di 10 milioni di euro. I sottopassi di via Dante e Viale Magna Grecia. Mi creda, potrei continuare ancora per molto…”.
La sua presenza sui cantieri a qualsiasi ora della giornata, di notte, alle luci dell’alba, ha suscitato qualche ilarità sui social. Le attribuiscono la ricerca di un protagonismo eccessivo. Per cosi dire “forzato”.
“La mia idea di amministratore pubblico è questa. Camminare in città, rendersi conto di come procedono i lavori, essere al servizio dei tarantini. Rispondo a tutte le telefonate che ricevo, non mi sottraggo mai al confronto. La filosofia lasciamola ad altri, un assessore deve fare incetta di pragmatismo. Pensare va bene, ma poi dobbiamo essere in grado di agire. Di operare”.
Sull’Ilva scorrono i titoli di coda. Taranto rischia la macelleria sociale.
“Taranto rischia d’implodere, lei ha perfettamente ragione nell’evocare la macelleria sociale. Serve una Legge speciale per la nostra città. Servono risorse economiche, tante risorse economiche. Serve una linea di credito, che l’Europa possa aprire con i fondi di Sviluppo e Coesione, specifica per il nostro capoluogo. Taranto ha dato tanto al Paese nell’ultimo mezzo secolo di vita; adesso il Paese si faccia carico di Taranto”.
Lei, assieme al consigliere regionale Borraccino, ha chiesto al sindaco Bitetti di aderire al PD. Il vicesindaco Giorno frena su questa possibilità. Il segretario Filippetti auspica che, temi come questi, vengano prima discussi all’interno del partito.
“Rispetto le posizioni di Mattia, quelle di Anna, ma insisto sul concetto: un PD con Bitetti sarebbe più forte. E, di rimando, anche il sindaco aderendo al PD diventerebbe più forte. In politica s’include, non si esclude. Così mi è stato insegnato”.
L’altra sera il primo cittadino è stato fischiato in piazza, nell’ambito di un evento organizzato per i Giochi. Non proprio un bel segnale dopo solo un anno dall’avvio della legislatura.
“I cittadini vanno ascoltati, capiti. Sempre. Rappresentano il termometro del nostro agire pubblico. Per onestà intellettuale va anche ribadita un’altra verità. Taranto è una città difficile, attraversata da problemi le cui dimensioni e complessità non sono riferibili al solo ambito municipalistico. Il sindaco sta profondendo il massimo dell’impegno. La sfida è ardua, ma resto ottimista. I conti li faremo alla fine, come sempre”.


