di Maria D’Urso
Eppure, a distanza di pochi giorni, la vicenda sembrerebbe aver assunto contorni diversi. Secondo fonti di Palazzo, dopo alcune assenze il consigliere sarebbe tornato ieri in Commissione rivendicando la propria nomina
Tartaglia si dimette. Tartaglia non si dimette. Sembra quasi un dilemma. Il consigliere di maggioranza, esponente di Per Bitetti e presidente (?) della Commissione Servizi, la scorsa settimana, dopo le accuse mosse dalla consigliera del Gruppo Misto Bianca Boshnjaku in merito a un acceso confronto avvenuto tra i due, aveva respinto ogni addebito annunciando, contestualmente, le proprie dimissioni dalla presidenza della Commissione. Così diramava il 21 luglio per mezzo stampa: “Per senso di responsabilità – spiegava Tartaglia – per evitare che questa vicenda possa creare ulteriori tensioni all’interno del Consiglio comunale, ho deciso di rassegnare le dimissioni dalla carica di Presidente della IV Commissione Servizi. È una scelta che compio esclusivamente per tutelare il prestigio delle istituzioni e consentire alla Commissione di proseguire serenamente il proprio lavoro. Non rappresenta, in alcun modo, un riconoscimento della fondatezza delle accuse che mi vengono rivolte”.
Eppure, a distanza di pochi giorni, la vicenda sembrerebbe aver assunto contorni diversi. Secondo fonti di Palazzo, dopo alcune assenze il consigliere sarebbe tornato ieri in Commissione rivendicando la propria nomina e, di fatto, la permanenza nell’incarico. A questo punto sorge spontanea una domanda: le dimissioni erano un annuncio destinato a restare tale o sono state formalmente ritirate? Si tratta di una vicenda che, ancora una volta, rischia di trasformarsi nell’ennesima prova di confusione politica e istituzionale.


