I mariti. Le sorelle. I condomini. Attenti a come si destinano le risorse pubbliche. Il monito di Enrico Berlinguer che, a distanza di quasi mezzo secolo, conserva intatto il proprio significato
Esiste una questione morale quando si amministra? Quando gestisci risorse pubbliche? E operi scelte per la collettività mediante il vincolo di rappresentanza? La risposta è, ovviamente, si. Senza scomodare Enrico Berlinguer, e la sua famosa intervista ad Eugenio Scalfari, il tema è particolarmente sensibile nel nostro Paese. Sospeso, con fare perenne, tra legittimità politica e opportunismo. Con la democrazia dell’amichettismo elevata a modello procedurale. A schema consociativo.
“I partiti non fanno più politica, hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni dell’Italia”. Il segretario del Pci lo sosteneva, profeticamente, agli albori degli anni ’80 del secolo scorso. Non è cambiato molto da allora; per certi versi, la nostra deriva etica, è andata anzi crescendo. Confondendosi con le richieste pressanti, scomposte, del tempo presente. Prima tacitavi i sistemi, i mondi che gravitavano negli interstizi d’interessi pubblico-privati. Oggi silenzi l’ultimo perdigiorno che volendoti ricattare, non sapendo come sbarcare il lunario, ti critica. Alza il (proprio) prezzo deprezzando tutto il resto. Magari attraverso i social: la giungla dei nuovi analfabetismi semantici.
Le sorelle. I mariti. I condomini. Basta! Non se ne può più. La questione morale divenuta indigestione morale. Con il silenzio dei partiti. Delle opposizione. Di quel che resta della libera informazione. Si faccia attenzione. Quando il fango sopraggiunge, non risparmia nessuno. Trascina con la propria forza tutto ciò che incontra. E’ già accaduto nella storia. Che, come ammoniva Benedetto Croce, ama ripetersi.


