di Maria D’Urso
Nominato il capo di gabinetto al Comune di Taranto. Dopo Melucci, anche Bitetti affida un ruolo così delicato e complesso, di raccordo tra strutture amministrative e organi politici, ad una figura che riteniamo non avere l’esperienza adatta per l’esercizio di questa funzione. La città meriterebbe di più
Piero Bitetti allarga il suo staff. Per l’impegnativo lavoro che la macchina amministrativa tarantina dovrebbe svolgere, in un territorio complesso come quello del capoluogo jonico, segnato da molteplici vertenze (da quelle ambientali a quelle economiche), il primo cittadino ha deciso di ampliare la sua squadra assumendo l’avvocatessa civilista Maria Lucia Venneri. L’ex consigliera comunale dell’amministrazione leporanese, guidata da Vincenzo Damiano, di estrazione di centrodestra e vicina agli ambienti di Fratelli d’Italia, è stata assunta per dodici mesi a tempo determinato, per un compenso che si aggira attorno ai 3 mila euro mensili.
Non stupisce che Bitetti abbia assunto una figura proveniente dall’opposizione. CosmoPolis sostiene, da diverso tempo ormai, che ci sia un asse tra destra e sinistra in città. Fa riflettere la circostanza che dal secondo governo Melucci in poi questi ruoli, così rilevanti, vengano affidati a personalità che, al di là dell’indubbia professionalità, non presentino un’adeguata esperienza politica.
Il Capo di Gabinetto è il collante tra tutti gli ambienti, la figura di raccordo tra gli uffici dirigenziali, gli apparati burocratici e la struttura politica. Si pensi, a esempio, a Vito Leccese, attuale sindaco di Bari, che dal 2007 al 2009 e dal 2014 al 2023 è stato capo di gabinetto del Comune di Bari e anche direttore generale, avendo alle spalle due mandati da deputato, prima con i Verdi e poi con L’Ulivo.
Ci si chiede, a questo punto, in che modo, l’avvocatessa sarà in grado di coordinare una macchina così complessa? Nomine. Nomine. Nomine. E intanto la città e’ orfana di un progetto amministrativo


