di Maria D’Urso
Passa l’emendamento pro- Di Gregorio nel Consiglio comunale di questo pomeriggio grazie all’appoggio del centrodestra. Regolamento modificato, basterà un solo consigliere per costituire un gruppo in seno alla massima assise cittadina. Il PD vota contro, tranne Galeandro. Sembra il Melucci ter, ma Rinaldo non c’è
Il Partito Democratico si è opposto all’emendamento, presentato oggi pomeriggio in massima assise da Vincenzo Di Gregorio (Azione), al Regolamento del Consiglio comunale. Come previsto e riportato stamattina da CosmoPolis, la proposta che riguarda la costituzione di un nuovo gruppo consiliare politico, con un solo membro, non ha raccolto il favore del partito progressista, causando di fatto una frizione all’interno del perimetro del sindaco Piero Bitetti. L’iniziativa favorirà la nascita del gruppo di Azione di cui l’ex dem Vincenzo Di Gregorio sarà, al momento, l’unico rappresentante, pur restando fedele alla maggioranza. L’unica consigliera del Partito Democratico che non si è opposta, votando a favore di Di Gregorio, è Virginia Galeandro. Quest’ultima ha militato, per anni, al fianco dell’ex dem motivo per cui, pur non avendolo seguito nel nuovo gruppo ed essendo rimasta tra i progressisti, gli ha comunque dimostrato la sua fiducia.
Il dissenso del Partito Democratico sull’emendamento presentato da Di Gregorio
Il voto contrario di Luana Riso, Marilena Devito, Luca Contrario e Stefano Panzano del Partito Democratico è la testimonianza, oggettiva, che il livello di fiducia tra il sindaco Bitetti e il maggior partito della coalizione del centrosinistra è ai minimi storici. Contrario, già nella fase di dibattito, ha chiesto il rinvio di questo emendamento confezionato “ad personam”, dal momento che non era approdato in Commissione Affari Generali e, di conseguenza, come invece è accaduto per gli emendamenti 6 e 33, avrebbe dovuto essere “oggetto di un confronto approfondito”. Richiesta avanzata, dai banchi dell’opposizione, anche da Gianni Azzaro (Riformisti), il quale ha specificato la necessità di dare alla cittadinanza un maggiore segnale di “maturità nel modo di operare dell’assise”. Massimiliano Stellato (Forza Italia) ha prontamente risposto a Contrario affermando che “è grave accusare qualcuno di confezionarsi regole su misura”. Di Gregorio, dal canto suo, ha difeso fino a un minuto prima della votazione l’emendamento, non ritirandolo, e ribadendo le motivazioni che lo hanno condotto a transitare nel partito di Carlo Calenda: “Ho passato trent’anni nel centrosinistra – ha detto, tenendo tra le mani lo statuto del Pd – prima nella Margherita, poi nei Democratici di Sinistra e, infine, nel Partito Democratico. Non mi pento di aver cambiato casa, anche perché ribadisco che quel partito di democratico ha solo il nome, del resto mancano i presupposti fondamentali, ovvero il confronto e il rispetto”. A questo punto Di Gregorio si è voltato verso i banchi dei dem, registrando il dissenso di Contrario che, infastidito e fuori microfono, lo ha pungolato perché “ha menzionato questioni private e non attinenti all’emendamento”. Dall’opposizione è intervenuto anche Giampaolo Vietri (Fratelli d’Italia), il quale ha rimarcato che la città attende “urgenze ben maggiori, anziché queste modifiche fatte a favore della maggioranza”. Dopodiché si è proceduto con la votazione. Oltre ai dem, anche Bianca Boshnjaku ha votato contro di Gregorio; si sono invece astenuti Gianni Tartaglia (Per Bitetti), Gregorio Stano (MoVimento 5 Stelle) e Mirko Di Bello (Italia Oltre). L’emendamento del neo consigliere di Azione è stato votato, favorevolmente, dai consiglieri di maggioranza Antonio Quazzico (Partito Liberal Democratico), Nicola Catania (Dc), Cosimo Festinante (Per Bitetti), Patrizia Boccuni, Giandomenico Vitale, Daniela Galiano, Patrizia Mignolo, Massimo Vozza e Vittorio Mele, come anticipato da CosmoPolis confluiti di recente in un unico gruppo denominato “Unire Taranto con Bitetti”. Inoltre, anche il centrodestra composto da Fratelli d’Italia (Giampaolo Vietri e Luca Lazzaro), Forza Italia (Massimiliano Stellato e Rosario Ungaro), Prima l’Italia (Francesco Tacente e Adriano Tribbia) e UDC (Emiliano Messina), ha favorito l’emendamento di Di Gregorio, che ha incassato diciotto voti positivi. Successivamente è passata, con diciassette voti favorevoli su ventuno presenti, la modifica al Regolamento sulla revoca del Presidente del Consiglio.
Gli altri punti all’ordine del giorno
Dopo una breve pausa, durante la quale si sarebbero calmate le acque, il Pd è tornato a sedersi assieme alla maggioranza, votando anche a favore del testamento olografo relativo all’immobile comunale in via Mercato Nuovo. È stata inoltre approvata l’istituzione della tariffa “Voce estumulazione e traslazione ossa in fosse comuni”, il cui costo del servizio cimiteriale diminuirà da 112 euro a 66 euro. Si è trattato di un lavoro svolto in sinergia, ha riferito il consigliere Quazzico, tra la Commissione Ambiente, con il presidente Vitale, e la Commissione Bilancio, con Contrario. Sì anche alla Carta del Noi e della Pace e ai debiti fuori bilancio.


