L’associazione degli artigiani apprende con forte preoccupazione, l’intenzione dell’Amministrazione comunale di procedere ad un aumento che oscilla tra il 6 e l’8%. Metodo che giudica profondamente sbagliato, a discapito delle micro aziende
Casartigiani Taranto apprende con forte preoccupazione, e soprattutto con profondo rammarico, dalle notizie apparse sulla stampa, l’intenzione dell’Amministrazione comunale di procedere ad un aumento della TARI, che oscilla tra il 6 e l’8%. È un metodo che l’associazione giudica profondamente sbagliato. Una decisione destinata a incidere direttamente sui bilanci di migliaia di micro imprese che non può essere appresa dai giornali, senza alcun confronto preventivo con le rappresentanze produttive del territorio.
Le imprese artigiane e le piccole attività sono ormai allo stremo. Da anni affrontano un aumento continuo dei costi di gestione, delle utenze, delle materie prime, del costo del lavoro e della pressione fiscale. In questo contesto, l’ennesimo aggravio rappresenta un colpo durissimo per un tessuto economico già profondamente provato. A rendere ancora più inaccettabile questa prospettiva è il fatto che solo pochi mesi fa numerose attività economiche, nonostante Casartigiani si sia fermamente opposta contestando anche la scelta in Commissione e in Consiglio comuna, sono state destinatari di sanzioni per presunte irregolarità nella raccolta differenziata. Oggi, dopo aver chiesto sacrifici e applicato multe, si prospetta addirittura un aumento della tassa sui rifiuti: per le imprese questa non è soltanto una cattiva notizia ma una vera e propria beffa.
Casartigiani Taranto ritiene che, prima di chiedere ulteriori sacrifici a cittadini e imprese, sia necessario dimostrare di aver fatto tutto il possibile per migliorare l’efficienza del servizio, ridurre gli sprechi e contenere i costi. Non è pensabile che ogni difficoltà gestionale venga scaricata automaticamente su chi produce lavoro, occupazione e ricchezza per il territorio. L’associazione chiede, pertanto, al Comune di Taranto di aprire immediatamente un confronto con le organizzazioni di rappresentanza delle imprese, illustrando nel dettaglio le motivazioni dell’eventuale aumento, le alternative valutate e le azioni che si intendono mettere in campo per evitare che il peso ricada ancora una volta esclusivamente sul sistema produttivo: «Le imprese – dichiara il segretario provinciale di Casartigiani Taranto, Stefano Castronuovo – non possono essere considerate un bancomat cui attingere ogni volta che emergono problemi di bilancio. Chi ogni giorno tiene alzata la saracinesca, crea occupazione e continua ad investire non merita nuove tasse, ma rispetto, ascolto e politiche capaci di sostenere realmente il tessuto economico locale. Siamo stanchi di dover combattere contro le istituzioni, che invece dovrebbero essere il primo alleato di chi fa impresa. Le imprese non sono un problema per questa città: sono una risorsa, creano lavoro, generano indotto, mantengono vive le nostre comunità e contribuiscono, ogni giorno, alle entrate pubbliche»
L’associazione prosegue: «Continuare a gravarle di costi sempre maggiori significa impoverire l’intero territorio. La domanda che rivolgiamo all’Amministrazione è semplice: fino a quando continuerete a considerare le imprese un salvadanaio da svuotare, senza rendervi conto che, così facendo, state depredando proprio quel tessuto economico che tiene in piedi questa città? E quando sarà troppo tardi, chi pagherà il prezzo della chiusura di altre attività e della perdita di nuovi posti di lavoro?» conclude Castronuovo.



