Paolillo: “Taranto non può diventare una colonia economica. Attrazione degli investimenti e crescita delle imprese locali devono procedere insieme”
Il segretario di Confartigianato Taranto Fabio Paolillo accoglie con favore l’annuncio della direttrice del Dipartimento Sviluppo economico della Regione Puglia, Gianna Elisa Berlingerio, formulato nel corso del convegno “L’economia generativa: opportunità per lo sviluppo dal Piano JTF”, recentemente tenutosi a Palazzo di Città e al quale l’associazione ha preso parte, relativo all’avvio, prima della pubblicazione delle nuove misure previste per settembre, di una consultazione con il partenariato locale.
Si tratta di un passaggio importante, perché riconosce che gli strumenti non possono essere costruiti soltanto negli uffici regionali, ma a partire dalle condizioni reali in cui operano le imprese e dalla conoscenza di associazioni di categoria, professionisti e soggetti che ogni giorno ne accompagnano l’attività e ne rilevano criticità e potenzialità: “Il rischio è che le risorse della transizione finiscano per rafforzare soprattutto il vantaggio competitivo di chi arriva, mentre le imprese già presenti continuano a non avere le stesse opportunità di investire e innovare, pur avendo sostenuto per anni il peso di una crisi economica prolungata. Senza una strategia capace di rafforzare il tessuto produttivo esistente, il JTF rischia di diventare un cavallo di Troia: arriva a Taranto con il volto dell’opportunità, ma porta dentro il mercato una concorrenza finanziata che le imprese locali non sono in condizioni di reggere. Il problema non è l’arrivo di nuove imprese”.
Taranto non può diventare una colonia economica: un territorio che mette a disposizione risorse e opportunità, mentre tecnologia, fornitori, decisioni e valore aggiunto restano altrove. Per questo Confartigianato chiede da tempo che i dati relativi a PIA e MiniPIA JTF siano restituiti al territorio in forma aggregata. Occorre sapere quali settori stanno beneficiando maggiormente delle misure, quante imprese provengono dall’esterno, quale occupazione sarà generata e quali rapporti nasceranno con il sistema produttivo locale: “Queste conoscenze – spiega Paolillo – avrebbero dovuto dialogare fin dall’inizio, per evitare che Taranto scoprisse soltanto a posteriori quale economia avessero costruito le risorse della propria transizione. Anche il limitato utilizzo di NIDI JTF dimostra che un incentivo conveniente non è automaticamente utilizzabile. Molti aspiranti imprenditori arrivano all’ammissione dopo anni di lavoro e di risparmi accumulati con sacrificio. Ricevuto l’esito favorevole, sono però chiamati a costituire l’impresa, individuare una sede e sostenere i primi costi fissi senza poter ancora avviare gli investimenti agevolati, in attesa del provvedimento di concessione, per il quale non sono previsti tempi certi. Per chi dispone di risorse limitate, ogni mese di attesa riduce la capacità finanziaria necessaria ad avviare il progetto. Il rischio è che un’iniziativa imprenditoriale si indebolisca prima ancora di poter partire”.
Per Paollillo, anche le Comunità energetiche e “Reti per Taranto” dovranno dimostrare di generare ricadute economiche reali sul territorio: “Una rete non diventa una filiera perché ottiene un contributo, ma quando produce lavoro, competenze e collaborazioni stabili tra le imprese. Per questo occorre verificare che gli investimenti rafforzino effettivamente il sistema produttivo locale e non utilizzino la presenza di imprese tarantine soltanto come requisito per l’accesso ai finanziamenti. Il vero successo del JTF sarà avere imprese tarantine più competitive, non semplicemente più imprese insediate a Taranto” conclude il segretario di Confartigianato Taranto.



