A imporre lo stop non è stata un’iniziativa della magistratura, ma un provvedimento del Ministero dell’Ambiente. Nelle scorse ore, il dicastero ha notificato una diffida ai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia, in amministrazione straordinaria, ordinando l’interruzione delle attività di gestione dei rifiuti per un periodo di circa dieci giorni
Si complica ulteriormente la situazione dell’ex Ilva di Taranto. Il Ministero dell’Ambiente ha diffidato Acciaierie d’Italia, in amministrazione straordinaria, disponendo la sospensione delle attività di gestione dei rifiuti dal 20 al 31 agosto, a causa dell’inadeguatezza delle garanzie finanziarie richieste dalla Provincia di Taranto. In assenza di un adeguamento, entro il termine fissato, la sospensione sarà automaticamente prorogata fino alla presentazione delle nuove garanzie, con il concreto rischio di dover fermare anche gli impianti che producono rifiuti.
A questo si aggiunge un secondo fronte giudiziario. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del sequestro probatorio dell’Altoforno 1, disposto dopo l’incendio del maggio 2025. Secondo i giudici, il mantenimento dei sigilli è necessario per consentire il completamento delle indagini sulle cause del rogo e sulle anomalie tecniche riscontrate nell’impianto, ritenute particolarmente complesse e rilevanti ai fini della sicurezza dei lavoratori. (Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno)



