L’azienda avrebbe rivisto a ribasso l’offerta iniziale pari a 1,1 miliardi, considerando una valorizzazione del magazzino di circa 500 milioni
Baku Steel rivede la propria proposta per l’acquisto dello stabilimento ex Ilva di Taranto. L’incendio avvenuto a maggio all’Altoforno 1 ha modificato il percorso preparato dal governo nei mesi scorsi per la cessione dell’intero gruppo di AdI, individuando nella compagnia azera l’offerta migliore.
Attualmente, l’unico altoforno in marcia è il numero quattro e ,con la produzione dimezzata a causa dell’incendio ad Afo1 e l’aumento della cassa integrazione, l’approccio di Baku Steel verso questo investimento è cambiato. Come riportato dal Corriere della Sera, a fronte di tutto ciò l’azienda avrebbe rivisto a ribasso l’offerta iniziale pari a 1,1 miliardi, considerando una valorizzazione del magazzino di circa 500 milioni.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, in un suo intervento, ha sottolineato come la procedura sia competitiva poiché il mandato negoziale è stato conferito con gli azeri, ma anche con altri attori, ovvero Jindal e gli americani di Bedrock Industries. “Sono ancora in campo – afferma Urso – e potrebbero anch’essi eventualmente rilanciare”.
Lunedì 9 giugno si svolgerà un incontro con i sindacati. Le sigle dei metalmeccanici chiedono la possibilità di rispettare il Piano di ripartenza di tutti gli impianti e una valutazione sulla decisione di aumentare i livelli di utilizzo delle cassa integrazione. Inoltre, chiedono tutele per i lavoratori dell’indotto e garanzie sulle risorse necessarie per gestire la grave situazione in cui versa il siderurgico e per mantenere la continuità produttiva e salariale.



