Le sigle chiedono inoltre chiarezza sul futuro industriale, occupazionale e ambientale del sito e sulle ripartenze degli impianti, dagli altoforni alle batterie e all’area a freddo. “Confronto urgente e stop ai rinvii sul sito”
Fiom, Uilm e Usb tornano a sollecitare un confronto urgente con il Governo sulla vertenza dell’ex Ilva di Taranto, denunciando il mancato incontro richiesto nelle scorse settimane a Palazzo Chigi e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
In una nota congiunta, le organizzazioni sindacali affermano che “il Governo non ha tempo per l’ex Ilva”, giudicando “grave e incomprensibile” il rinvio del confronto su quella che definiscono “la più grande vertenza industriale del Paese”. I sindacati spiegano di aver ricevuto nella mattinata dell’8 giugno una comunicazione del Mimit che, a causa di impegni istituzionali, rinviava alla prossima settimana a Roma l’eventuale incontro richiesto.
Una decisione che, secondo Fiom, Uilm e Usb, rappresenta “un’occasione mancata” per discutere direttamente con le rappresentanze dei lavoratori delle criticità che interessano il polo siderurgico. Al centro delle preoccupazioni sindacali vi sono l’assenza di risorse finanziarie, le ricadute sulle manutenzioni e sulla sicurezza degli impianti, l’aumento della cassa integrazione e l’incertezza sul bando di vendita internazionale, più volte rinviato. Le sigle chiedono inoltre chiarezza sul futuro industriale, occupazionale e ambientale del sito e sulle ripartenze degli impianti, dagli altoforni alle batterie e all’area a freddo.
Per Fiom, Uilm e Usb è “indispensabile” una convocazione immediata a Palazzo Chigi per definire un percorso chiaro sul futuro dei lavoratori, affrontando crisi industriale, garanzie occupazionali, transizione ecologica e investimenti, attraverso “un intervento pubblico forte e diretto”. Firmatari del documento sono Francesco Brigati (Fiom-Cgil Taranto), Davide Sperti (Uilm) e Vincenzo Mercurio (Usb Taranto). (Ansa)



