Il Corriere della Sera traccia il profilo del magnate americano che viene definito il “cavaliere bianco” dei casi disperati ma senza esperienza nella siderurgia
Michael Flacks, nato a Manchester, è il preferito dal governo, in trattativa esclusiva, per acquisire la più grande acciaieria d’ Europa a un euro. La società di servizi che gestisce il suo patrimonio, la Flacks Group, è nata nel 1983. Gli uffici sono dislocati tra Miami, New York, Tokyo, Houston e Parigi, e come riportato nel suo sito, è specializzato nell’acquisizione e nel risanamento operativo di aziende di medie e grandi dimensioni. Tra queste figura l’azienda americana di vernici (Kelly Moore Paints,fondata nel 1946) da 400 milioni di fatturato e 1.200 dipendenti che Flacks acquisì nel 2022 con il suo presidente, il braccio destro Charles Gassenheimer,amministratore delegato.
L’ azienda però chiuse definitivamente l’ anno dopo. Come riportato dal Corriere, della sua società dice: “È un family office, siamo io e mia moglie”.
Una holding familiare quindi con consorte, Deborah Rhonda Flacks (63), che ha “il core business negli immobili e che ha radici societarie nel poco trasparente Delaware, muove le loro leve imprenditoriali e i loro(misteriosi) capitali prima verso aziende di piccole-medie dimensioni poi, improvvisamente, alzano la posta: ex Ilva e British Steel”.
Interessato ora all’ acquisizione dell’ ex Ilva, sembra essere il privilegiato da parte dello stato. Lo scorso 30 gennaio infatti, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha conferito mandato ai commissari straordinari di Ilva e di Acciaierie d’Italia (AdI), di avviare formalmente la trattativa per la cessione del complesso siderurgico.
Dal sito web di Flacks Groups nessuna notizia però sui bilanci: nulla su ricavi, utili/perdite, debiti, dipendenti ecc.
Le misteriose informazioni della società americana sono state fornite per trasparenza solo allo stato?
In quella che potrebbe essere un’ operazione di grande portata economica e sociale, c’è già una grande assenza: l’ esperienza nel campo della siderurgia da parte della holding americana.
Intanto il magnate, come riporta ancora il Corriere, tra le sue brochure, afferma con sicurezza: “Abbiamo pianificato 5 miliardi di investimenti”. Nell’ intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno dice:
“Se vi dicessi che vengo a Taranto succederebbe come quando i Beatles sono andati in America, accolti da folle oceaniche”. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso conta di chiudere la vendita entro aprile.


