Le sigle sindacali (Film, Fiom, Uilm, Usb): “Auspichiamo che questo nostro grido di allarme possa essere accoltopositivamente e possa rappresentare l’occasione per un incontro con Lei,nella Sua veste di garante delle Istituzioni e rappresentante dell’unitànazionale”
Pubblichiamo per intero la lettera
Taranto dal 21 agosto 2026 sarà interessata da un evento straordinario come i Giochi del Mediterraneo, una manifestazione sportiva multidisciplinare che propone lo sport e la cooperazione tra i popoli del Mediterraneo. Una vetrina importante per il sud e in particolar modo per la città di Taranto la quale vive, ormai da anni, una situazione divenuta insostenibile per la mancanza discelte di politiche industriali in grado di traguardare un processo ditransizione ecologica per porre finalmente termine ad una inutilecontrapposizione tra i principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale.
Dal 26 luglio del 2012, il giorno in cui la procura di Taranto ha sequestrato senza facoltà d’uso l’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto, abbiamo assistito a continui interventi con decreti d’urgenza che hannorinviato una soluzione che avrebbe dovuto garantire il diritto allasalute, all’ambiente e al lavoro.
Sono trascorsi 14 anni e a nulla sono serviti idecreti salva Ilva in quanto non hanno cambiato il ciclo produttivo a carbone esoprattutto non si sono costruite alternative alla mono- cultura dell’acciaio. Abbiamo assistito a continui annunci e slogan,molti dei quali vuoti neicontenuti, ed oggi i lavoratori e la città pagano un prezzo altissimo che rischiaseriamente di far esplodere una bomba sociale senza precedenti in terminioccupazionali e ambientali. I lavoratori in questi anni hanno lanciato in più occasioni un grido d’allarme eabbiamo scioperato anche per impedire ad una multinazionale, aggiudicatarianel primo bando di vendita internazionale, di operare con l’obiettivo didepredare un sito d’interesse strategico per il nostro Paese. Lo abbiamo fattocon la consapevolezza di salvaguardare non l’esistente, con l’attuale cicloproduttivo a carbone,ma bensì con l’obiettivo di avviare il processo didecarbonizzazione attraverso le migliori tecnologie disponibili.
Siamo rimasti inascoltati e in città così come tra i lavoratori si è sempre piùacuito un clima di sfiducia nei confronti delle istituzioni incapaci di trovare legiuste soluzioni secondo quanto la Costituzione Italiana dovrebbe garantire aipropri cittadini. Nella sentenza n. 85 del 2013 della Corte Costituzionale furono dichiarateinfondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate sugli articoli 1 e 3del decreto-legge 3 dicembre 2012, n.207, e il gestore, ma soprattutto igoverni che si sono succeduti, avrebbero dovuto garantire un realebilanciamento tra il diritto alla salute insieme alla tutela dei livellioccupazionali nell’impianto ILVA di Taranto ritenuto sito d’interesse strategico. Oggi, siamo giunti ad un punto di non ritorno ed il decreto della Corte di Appello di Milano porta ad una conclusione inevitabile: chiusura dell’area acaldo entro 90 giorni a decorrere dal 27 luglio 2026, data in cui la decisione èstata notificata alla gestione commissariale. Riteniamo doveroso precisare,così come ribadito in occasione dell’ultimo sciopero del 3 agosto 2026 indettoda Fim, Fiom, Uilm ed Usb, che le nostre rivendicazioni non hanno maimesso in discussione le decisioni della Magistratura ma bensì hannoevidenziato che tale situazione si è determinata a seguito di un vuoto dellapolitica nel ricercare soluzioni che impedissero questa grave crisi cheattraversa il nostro territorio. È del tutto evidente che ci troviamo in una situazione straordinaria perla cui soluzione devono ricercarsi risposte altrettanto straordinarie attraverso misure idonee che garantiscano i lavoratori e assicurino ilfuturo della città di Taranto e il tessuto produttivo del mezzogiorno. Pertali ragioni, abbiamo avanzato una piattaforma rivendicativa, discussa nelleassemblee con i lavoratori, che tenga insieme gli aspetti ambientali,occupazionali e produttivi attraverso un percorso che preveda un intervento pubblico a garanzia del processo di decarbonizzazione e delle bonifiche dellearee insieme a misure straordinarie per i lavoratori diretti, di Ilva in AS eappalto che scongiurino licenziamenti collettivi per oltre 20.000 addetti. Ci appelliamo a Lei, Presidente, affinché un territorio diviso e martoriatopossa riprendere il proprio cammino di comunità attraverso un forteinteressamento delle istituzioni ad ogni livello al fine di garantire ildiritto alla salute e al lavoro.
Auspichiamo che questo nostro grido di allarme possa essere accoltopositivamente e possa rappresentare l’occasione per un incontro con Lei,nella Sua veste di garante delle Istituzioni e rappresentante dell’unitànazionale. Come rappresentanti dei lavoratori riteniamo fondamentale potersottoporre direttamente alla Sua attenzione la situazione drammatica cheTaranto vive ormai da anni, con migliaia di lavoratrici e lavoratori costretti aconvivere con una condizione di incertezza che oggi rischia concretamente ditrasformarsi in una bomba sociale senza precedenti.
Per questo Le chiediamo, con rispetto e fiducia, la possibilità di esserericevuti e ascoltati, affinchè la voce dei lavoratori possa trovare spazionelle Istituzioni ai massimi livelli. Riteniamo indispensabile un Suo intervento, nei limiti delle prerogativecostituzionali che ricopre e con l’autorevolezza della Sua funzione, percontribuire a sensibilizzare tutte le parti in campo, a partire dal Governo e datutte le Istituzioni coinvolte, sulla necessità di affrontare con urgenza eresponsabilità una vertenza che, ancora ad oggi, rimane irrisolta.



