di Francesca Leoci
Sebbene l’infezione da Helicobacter pylori sia quasi sempre asintomatica, in alcuni casi può manifestarsi con infiammazioni, ulcere e cancro gastrico. Ecco tutte le informazioni necessarie per riconoscere il batterio e come estirparlo
L’Helicobacter pylori (H. pylori) è un batterio estremamente diffuso che può annidarsi nello stomaco umano senza causare sintomi evidenti, anche per lunghi periodi. Questa sua caratteristica lo rende particolarmente insidioso, poiché la persona infetta potrebbe non accorgersi della sua presenza fino a quando non si manifestano complicazioni.
Gli ultimi studi stimano che l’H. pylori sia presente in circa il 50% della popolazione mondiale, con percentuali che possono raggiungere l’80% nei paesi in via di sviluppo. In Italia, circa 25 milioni di persone invece sarebbero infette. La trasmissione avviene principalmente tramite vie orali, come l’ingestione di acqua o cibi contaminati, e può anche avvenire attraverso il contatto diretto tra persone.
Sebbene la maggior parte delle infezioni sia asintomatica, è possibile che si manifestino sintomi che possono includere bruciore di stomaco, dolore addominale, nausea e gonfiore. In alcuni casi, l’infezione può portare a condizioni più gravi come gastrite, ulcere gastriche e duodenali, aumentando anche il rischio di sviluppare tumori gastrici, in particolare adenocarcinoma e linfoma MALT. Fattori come il fumo e una dieta non equilibrata possono aggravare l’infiammazione.
La diagnosi dell’infezione da H. pylori può essere effettuata attraverso vari metodi, tra cui test sierologici, test del respiro (o breath test) ed endoscopia. Il trattamento per la sua eradicazione tipicamente prevede una terapia che combina antibiotici e inibitori della pompa protonica per ridurre l’acidità gastrica. Questa terapia ha dimostrato un’efficacia nel 90% dei casi, ma è cruciale seguire scrupolosamente le indicazioni mediche data la recidività del batterio.
È importante notare che l’uso eccessivo o inappropriato degli antibiotici ha portato allo sviluppo di ceppi di H. pylori resistenti, in particolare alla claritromicina. Per i pazienti che non rispondono alla terapia standard, esistono alternative come il metronidazolo o la tetraciclina.
Inutile sottolineare che la prevenzione e il trattamento tempestivo dell’infezione da H. pylori sono fondamentali per ridurre il rischio di complicazioni gastriche a lungo termine.



