Le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura di Taranto, hanno ricostruito l’aggressione avvenuta nella notte del 27 luglio. La vittima, un 35enne, è ancora ricoverata in terapia intensiva con prognosi riservata
Un presunto pugno sferrato alla tempia al culmine di una lite per futili motivi, poi la fuga senza prestare soccorso. Con l’accusa di tentato omicidio i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Taranto e della Stazione di Leporano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 21enne del posto, emessa dal Gip del Tribunale di Taranto su richiesta della Procura della Repubblica.
L’indagine, sviluppata in tempi rapidi dai militari dell’Arma, riguarda la violenta aggressione avvenuta nella tarda serata del 27 luglio nel centro abitato di Leporano.
Le investigazioni sono scattate nella notte successiva, quando il personale del pronto soccorso dell’ospedale “Santissima Annunziata” di Taranto ha segnalato ai Carabinieri il ricovero in codice rosso di un 35enne di Leporano, trasportato dal 118 con gravi lesioni alla testa.
In un primo momento l’uomo avrebbe riferito di essersi ferito in seguito a una caduta accidentale. Una versione che, secondo gli investigatori, non sarebbe risultata compatibile con il quadro clinico riscontrato dai medici, i quali hanno richiesto l’intervento dei Carabinieri.
Da quel momento sono partiti sopralluoghi, acquisizione di testimonianze e l’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona. Gli elementi raccolti avrebbero consentito di ricostruire la dinamica dei fatti.
Secondo l’ipotesi accusatoria, il 21enne avrebbe colpito il 35enne con un violento pugno alla tempia durante un alterco. L’uomo sarebbe caduto a terra perdendo immediatamente conoscenza, mentre il presunto aggressore si sarebbe allontanato senza prestare soccorso.
Le condizioni della vittima restano gravissime. Il 35enne è tuttora ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale “Santissima Annunziata” di Taranto, dove si trova in prognosi riservata.
Sulla base del quadro indiziario raccolto dai Carabinieri, la Procura di Taranto ha richiesto una misura cautelare, accolta dal Gip che ha disposto la custodia in carcere. Il 21enne è stato quindi trasferito nella Casa circondariale di Taranto, dove rimane a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel corso del processo e, fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, vale il principio di presunzione di innocenza.



