di Rosa Surico
Dal rapporto dell’ associazione ambientalista emerge che il Tacco dello Stivale, l’ intera Puglia, insieme alla Campania che precede, la Sicilia e la Calabria che seguono, sono lo scenario di oltre la metà dei reati costieri di tutta Italia ( 53.6%)
Selfie, storie Instagram, cartoline animate vista mare da angoli paradisiaci, tra baie e calette.Colori brillanti, anche senza filtri, dall’ azzurro intenso al turchese, al verde smeraldo finanche al grigio, anerili di sabbia bianchissima o più scure, rocce marroni o megaliti: i mari dello Stivale, mete di villeggiature di turisti che arrivano anche dall’estero.
Ma cosa si nasconde dietro questa bellezza?
Non è tutto oro quello che luccica. In certi casi non luccica nemmeno, il travel storytelling però non può e non deve mentire.
Legambiente pubblica il 28° rapporto “Mare Monstrum”, edizione 2026. Sotto analisi i numeri di vere e proprie piaghe che colpiscono le coste e i mari d’ Italia ( 15 regioni, 61 province):
–abusivismo edilizio,
-inquinamento
-pesca illegale.
I dati si riferiscono al 2025, sono stati accertati: 20.490 reati (-20,4% rispetto al 2024)
36.322 illeciti amministrativi (-10,3%), per un totale di 56.812 violazioni, pari a oltre sei illeciti ogni ora.
Nello specifico: 21.726 persone denunciate, 93 arresti, 3.267 sequestri penali e 37.680 sanzioni amministrative per un valore superiore ai 191 milioni di euro.
Gli ecosistemi marini sono minacciati maggiormente dall’ inquinamento per la mala depurazione e la gestione illecita dei rifiuti: 7.317 reati (35,7% del totale) e sanzioni per quasi 146 milioni di euro.
Il ciclo illegale continua con i reati legati al cemento 6.189 (30,2%). La pesca illegale registra 4.338 reati (21,2%) e porta al sequestro di oltre 721 mila chilogrammi di pesce e di 11.243 reti e attrezzi, in crescita del 52,7%. Chiudono il quadro le 2.646 violazioni del Codice della navigazione e della nautica da diporto (+17,4%).
Un dato sconcertante, ma non nuovo, riguarda quattro regioni ( “a tradizionale presenza mafiosa” ) dove si verificano oltre la metà dei reati nazionali (53,6%).
La Campania è in cima alla classifica (4.002 reati), al secondo posto sul podio tutto al negativo si piazza la Puglia (2.599), seguono la Sicilia (2.448) e Calabria (1.929), la Liguria sale al quinto posto trainando il Centro-Nord.
Il rapporto di Legambiente per le prime quattro regioni, sottolinea: “… trend negativo che perdura negli ultimi 26 anni (dal 1999 ad oggi)”.
I dati regionali della Puglia per l’ Anno 2025:
Reati: 2.599 (12,7% del totale)
Persone denunciate: 2.569
Persone arrestate: 12
Sequestri effettuati: 484
Illeciti amministrativi: 3.196
Sanzioni amministrative: 7.284
Valore sequestri e sanzioni irrogate:34.670.735€
Il rapporto di Legambiente non offre al momento i dettagli divisi per province. I dati di confronto però possono essere ancora quelli del 2024. Sulle aree costiere della Puglia, sull’ intero arco regionale, dalla Capitanata di Foggia, al Salento, da Bari e Bat, al Salento fino a Brindisi e Taranto, pesano come un macigno la pressione criminale e il degrado ambientale.
L’ appello di Legambiente:
“…impegno corale che veda in prima linea Governo, Parlamento, Regioni e Comuni, rafforzando il proprio ruolo nella lotta all’aggressione criminale, mettendo al centro una serie di priorità. Queste vanno dal rafforzamento del sistema dei controlli repressivi e dell’SNPA (Sistema Nazionale di Protezione Ambientale) al completamento della rete di depurazione e al rilancio dell’economia circolare delle acque reflue, mediante l’adeguamento delle reti fognarie e l’approvazione dei decreti su riuso delle acque depurate in agricoltura ed end of waste, dalla tolleranza zero contro l’abusivismo edilizio e le occupazioni illegali del demanio (attraverso il ripristino del ruolo operativo dei Prefetti per le demolizioni, uno stanziamento di 150 milioni l’anno per gli abbattimenti e sanzioni penali per i funzionari omissivi) fino alla tutela della biodiversità, garantendo il pieno recepimento delle norme sui rifiuti navali nei porti, lo stop agli scarichi oltre le 12 miglia, l’inasprimento delle sanzioni contro la pesca illegale“
Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, dichiara: “Governo, Parlamento ed enti locali devono fare fino in fondo la propria parte con interventi non più rinviabili per rafforzare il sistema dei controlli repressivi e preventivi, per proteggere il patrimonio ambientale e l’economia turistica del mare“.
Il significato profondo di “Monstrum” per gli antichi romani, l’ avvertimento, il monito? Alla frase poetica che si trova spesso nei lidi: “Se il rumore del mare sovrasta quello dei pensieri sei nel posto giusto“, si aggiunga coralmente: “Sì,ma proteggiamo i nostri mari”!



