di Rosa Surico
Buon compleanno al “raccontatore di favole” polistrumentista e pittore, che ieri, 6 gennaio, ha compiuto 89 anni
Un ragazzo di quasi 90 anni, dagli occhi azzurri espressivi, nato ad Asti che sembra aver cristallizzato la sua immagine negli oltre 60 anni di lunga carriera.
É definito il padre del realismo musicale nel mondo del cantautorato. L’ innovatore per eccellenza della musica italiana che è riuscito a fondere più stili con il jazz, come lo swing,il blues e i ritmi sudamericani. Arte e musica sono due elementi imprescindibili nella sua vita. Per dirla alla Massimo Troisi, doveva fare pur qualcosa all’ inizio, e lui è stato un avvocato prima di tutto con la mania del jazz. Ma le passioni sono state più forti fino a diventare un tutt’ uno con la sua esistenza. Testi poetici come fossero dipinti su tele immaginarie dai retroscena surreali. La “fedeltà al vero” esplorando anche l’ immaginazione. Immagini suggestive, storie di provincia e di paesi lontani che profumano e si colorano d’ esotico, storie di vita, di amore e di donne.
Tra i suoi più grandi successi la canzone scritta per Celentano, suo coetaneo, nato un anno dopo nello stesso suo giorno consapevole che cantata dal molleggiato avrebbe avuto più successo : “Azzurro”
“Il giorno in cui Celentano registrò “Azzurro”, portai a casa una copia del provino. Era tardi, ma mia madre era ancora alzata. Andammo tutti e due in cucina e accesi il magnetofono. Mia madre si mise a piangere. Mi domando ancora adesso quanto ci fosse, in quelle lacrime, di passato o di futuro”.
Nell’ intervista concessa su Repubblica a Malcom Pagani parla del successo che gli arrivò quando non lo stava cercando ed arrivò fino in Francia.
Si racconta così: “Non mi sono mai preoccupato che qualcuno mi prendesse sul serio e forse ho fatto di tutto perché non accadesse. Musica e pittura per me pari son. Non solo importanti allo stesso modo, ma preziose. Indispensabili. La pittura è rimasta un piacere, con la musica ho lavorato di più trasformandola in un mestiere. Nutro un identico affetto per entrambe”.
Compositore solitario, severo giudice di se stesso che mostra agli altri le sue opere solo alla fine proprio per non essere condizionato dal giudizio altrui.
Nella stessa intervista gli è stato chiesto: : “Ma lei si sente un poeta?”
Risponde:
“Senza musica? No. Mi sono sempre trincerato dietro la musica, il mio scudo, la mia armatura. Penso che ad avere in mano la regia delle pagine sia sempre lei: detta i tempi, gli spazi, i respiri. Tante volte mi sono trovato in mano musiche che mi piacevano incontrando difficoltà a scrivere testi che le accompagnassero”.
È un viaggio lungo quello attraverso la sua musica e i suoi testi che in poche righe non si può vivere appieno. Non si riuscirebbe a citarli tutti.
E allora auguriamo all’ elegante e raffinato “Conte” italiano, ancora infiniti giorni con lo spirito di Mocambo, quello che racconta la ricostruzione di un bar come fosse una continua rinascita nella vita, dopo qualsiasi forma di perdenza. Il Mocambo che si può sentire intonare i versi di “Vieni via con Me” perché “It’s wonderfulI dream of you”. O tra le altre canzoni anche “Gioco d’ azzardo”: l’ amore come un gioco e la vita stessa. It’ s wonderful, è davvero meraviglioso.
“Good luck my baby”, auguri Maestro!


