Da giorni UGL Telecomunicazioni è impegnata nello sciopero nazionale del settore per denunciare ciò che sta accadendo: l’introduzione incontrollata dell’intelligenza artificiale, la progressiva riduzione delle attività affidate ai contact center, le delocalizzazioni e l’assenza di una vera politica industriale che tuteli l’occupazione
UGL Telecomunicazioni Puglia esprime forte preoccupazione per quanto emerso nel corso dell’incontro tra Covisian e le RSU sul futuro del sito di Taranto. L’annunciata volontà aziendale di ricorrere al Contratto di Solidarietà rappresenta l’ennesimo segnale di una crisi che continua a colpire il settore dei contact center e che, ancora una volta, rischia di essere pagata esclusivamente dalle lavoratrici e dai lavoratori. Non possiamo accettare che la riduzione dei volumi, in particolare sulla commessa ENEL, si traduca in una riduzione del salario dei lavoratori. Nel mondo dell’economia questo automatismo non esiste e quando è adottato è perché qualcuno sta giocando sulla pelle dell’anello più debole della filiera produttiva.
Non possiamo accettare che la riduzione dei volumi, in particolare sulla commessa Enel, si traduca in una riduzione del salario delle lavoratrici e dei lavoratori. Da giorni UGL Telecomunicazioni è impegnata nello sciopero nazionale del settore proprio per denunciare ciò che sta accadendo: l’introduzione incontrollata dell’intelligenza artificiale, la progressiva riduzione delle attività affidate ai contact center, le delocalizzazioni e l’assenza di una vera politica industriale che tuteli l’occupazione. Quanto sta accadendo a Taranto conferma la fondatezza dell’allarme lanciato da UGL. Riteniamo che anche Enel, quale principale committente, debba assumersi precise responsabilità sociali. Non è accettabile che le strategie industriali dei grandi committenti producano effetti che vengono poi scaricati esclusivamente sulle aziende in appalto e, a cascata, sulle buste paga dei lavoratori. Prima di ricorrere agli ammortizzatori sociali occorre verificare ogni possibile soluzione alternativa: il completamento dei percorsi del Fondo Nuove Competenze, il recupero di attività integrative, nuove commesse e un confronto serio con il committente affinché siano garantiti adeguati volumi di lavoro.
UGL Telecomunicazioni Puglia continuerà a seguire con la massima attenzione l’evoluzione della vicenda, ribadendo che il lavoro non può essere il parafulmine delle strategie aziendali. Francesco Russo, segretario regionale dell’UGL telecomunicazioni Puglia, spiega le ragioni della contrapposizione: «Le lavoratrici e i lavoratori non possono continuare a pagare il prezzo delle scelte altrui – afferma – Gli ammortizzatori sociali non possono diventare la normalità, perché a giusta ragione sono stati concepiti come strumenti straordinari. Chi affida gli appalti, soprattutto se è una partecipata pubblica come Enel, ha il dovere di contribuire a tutelare l’occupazione e il reddito dei lavoratori». Nel frattempo prosegue, sempre più convintamente, lo sciopero nazionale proclamato da UGL Telecomunicazioni.



