di Angelo Nasuto
In via Livatino l’opera dipinta dall’artista Lucia Di Giorgio con una frase di Rita Levi Montalcini. La sindaca Giancarla Zaccaro: “Serve rafforzare la cultura del rispetto fin dall’infanzia”. Prevista anche una cassetta per raccogliere pensieri anonimi che saranno letti a teatro il 16 marzo
Un’altra panchina, un nuovo segno di sensibilità verso le donne e i suoi diritti da rispettare per un mondo migliore, è stata inaugurata ieri, giornata dell’8 marzo, festa della donna, resa cosi ancor più iconica da questa iniziativa istituzionale. L’inaugurazione del nuovo elemento di arredo urbano si è celebrata in via Livatino, dove è stata posizionata una panchina gialla, con sopra l’iscrizione di una frase di Rita Levi Montalicini, dipinta a mano dall’artista Lucia Di Giorgio. Naturalmente erano tutti o quasi presenti gli esponenti dell’amministrazione comunale, a cominciare dalla sindaca Giancarla Zaccaro, che dona quel tocco di femminilità in rosa allo stampo istituzionale, così come l’ assessore Anna Maria Scarcia (per motivi personali era assente Isabella Tagliente, perché fuori Massafra) e le consigliere, tutte schierate in prima linea.
“Oggi inauguriamo questa panchina di colore giallo – ha esordito la Zaccaro – che è il colore del fiore simbolo di questa giornata, la mimosa un fiore resistente ma molto bello e solare. Proprio qui dietro posta alle spalle, ecco che piantiamo nell’aiuola una cassetta, dove le donne di questa città potranno esprimere un loro pensiero un’ idea che vorranno comunicarci; e questi pensieri saranno letti in forma anonima domenica lunedì 16 marzo, al teatro comunale, quando sarà messo in scena uno spettacolo teatrale dedicato alle donne”. Ad accompagnare il momento inaugurativo è arrivato un coloratissimo omaggio floreale, dedicato alla figura femminile e poi posto proprio sulla panchina, come segno inequivocabile della sensibilità e del garbo con cui le donne dovranno essere sempre accompagnate. È intervenuta anche l’artista massafrese Lucia Di Giorgio autrice del dipinto, autografato sulla panchina, la quale è apparsa emozionata ma comunque soddisfatta del dono offerto alla città con l’iniziativa dell’amministrazione.
Come mai però queste iniziative di sensibilizzazione continuano a ripetersi da anni, ma gli episodi funesti che coinvolgono le donne non si fermano, anzi forse aumentano ancora con i vergognosi atti di violenza? “Secondo me deve essere rafforzata la cultura, che continua a mancare – ha motivato la prima cittadina – ma manca sin da quando si è piccoli, per poi arrivare all’età adulta. Dobbiamo ricordare che proprio gli adulti vengono fuori da esperienze personali, dove l’idea della donna è diversa da quello dell’uomo, quindi occorre lavorare per cambiare la cultura a tutte le età, sin dai bambini, ma perseverando sugli adulti. E questo lavoro di sensibilizzazione del cittadini deve essere condotto nelle famiglie, ma anche la scuola può fare molto in questo, per far capire l’importanza della figura della donna”.


