di Vittorio Galigani
Ormai abbiamo perso l’abitudine alla concomitanza agonistica. Queste sono le esigenze della sponsor televisivo. E, di fronte al dio denaro ci inchiniamo tutti
Lo “spezzatino” della quarta di Serie C girone C viene servito dal venerdì. Ormai abbiamo perso l’abitudine alla concomitanza agonistica. Queste sono le esigenze della sponsor televisivo. E, di fronte al dio denaro ci inchiniamo tutti.
Un insipido antipasto quello offerto da Trapani e Taranto venerdì sera. Gli spalti deserti rendevano ancora più deprimente la prestazione delle due squadre. In avvio di gara viene concessa ai siciliani l’opportunità di passare in vantaggio con un calcio di rigore (generoso?) che Lescano “ciabatta”, malamente, tra le braccia del portiere avversario. Nei novanta di gioco gli ospiti granata si “accontentano” di una netta superiorità nel possesso e nel comandare il gioco. Gautieri, in risposta, tiene tutti i rossoblu dietro la linea della palla. Costantemente nei trenta metri finali del campo. Senza costruire gioco. A difesa di uno scialbo pareggio a reti bianche.
I granata di Aronica, specialmente nel secondo tempo, pur padroni del campo, non inquadrano mai la porta avversaria. Quello visto allo Iacovone non può essere il vero Trapani. Una prestazione incolore che non rispecchia le ambizioni, mai celate, di primato. Un complesso ritenuto, a ragione, tra i migliori del torneo che, evidentemente, deve ancora ambientarsi, completamente, al clima della terza serie.
Crotone in ripresa supera un giovane Messina. Buona la prestazione dei padroni di casa. I ragazzi allenati da Emilio Longo scacciano le nubi che aleggiavano sullo Scida dopo il recente passo falso, interno, con il Trapani.
I giallorossi di Modica non demeritano. La differenza, più che nel gioco, sta nella diversa concretezza. In aggiunta a qualche distrazione difensiva. Conoscendo l’impegno totale, profuso della famiglia Vrenna, meraviglia l’esposizione di striscioni capovolti in curva sud. Le vittorie si costruiscono con il lavoro. Tutto e subito non si può ottenere. A Crotone, in virtù dei buoni risultati ottenuti in passato, dovrebbero saperlo. Ma quello attuale è il “credo” di una esasperata cultura del mondo “ultra”. Purtroppo in espansione su tanti campi nostrani. E non soltanto in terza serie.
Il clou di giornata si consumava a Catania. L’elefante rossoazzurro contro il “topolino” Picerno. Tutto per il momentaneo primato in classifica. Sugli spalti 18 mila spettatori. Gara maschia ed equilibrata. Da godersela. E non è poco per la categoria. Grandi meriti a chi ha allestito le squadre ed ai due allenatori. Con un distinguo sui budget e sui costi di gestione. Che Picerno, pur solido economicamente, non può reggere il paragone.
Padroni di casa favoriti per il risultato, ma solo sulla carta. Il campo ha detto ben altro. Sandro Ciotti, mitico giornalista Rai del tempo che fu, avrebbe probabilmente esclamato di nuovo: “clamoroso al Cibali!” Perché nessuno avrebbe gridato allo scandalo se gli ospiti fossero passati, meritatamente, in vantaggio. Mai inferiori sul piano del gioco. Fermati soltanto dai legni della porta avversaria.
Un Picerno ben organizzato che “ruota” attorno a Franco. Il centrocampista che detta, sapientemente, i tempi della squadra lucana. Senza affanni e senza timori reverenziali.
E’ il campionato delle “provinciali” per il momento. Il Cerignola non scherza affatto. Conquista con merito la vetta. La continuità paga sempre. Lo sta a dimostrare il lavoro, positivo, svolto nel club gialloblu da Elio Di Toro. Un professionista che meriterebbe la scena in palcoscenici di categorie superiori. Merito anche della famiglia Grieco, per l’impegno profuso e per la crescita graduale, negli anni, della struttura societaria. Nel contesto non fa certamente difetto la concretezza. Argomento non da poco in questa categoria disastrata.
Il Cerignola, a questa altezza del campionato, deve essere considerato la rivelazione del torneo. Picerno solo un gradino al di sotto. Lasciamo al tempo di confermare se sono rose.
Il Benevento (che passeggia ad Altamura) il Catania (imbrigliato in casa propria) e lo stesso Crotone, sulla carta favorite, debbono prendere atto, nel presente, della scomoda presenza delle due “provinciali” (Cerignola e Picerno) nella corsa alla promozione diretta. La conferma che, nel calcio, nulla può essere dato per scontato.
Vedi il caso di Avellino. Squadra deludente che non riesce ad esprimere gioco. Che si trova impantanato nella parte più bassa della classifica. Che soffre anche nel confronto che l’ha vista opposta alla Cavese. Subisce gol da una squadra infarcita di “under”. La rete avversaria messa a segno da un “ragazzino” appena entrato in campo. Avellino piatto e inconsistente. Come direbbero dalle loro parti, senza la indispensabile “cazzimma”.
Eppure il Presidente D’Agostino, nel programmare la stagione, non aveva posto limiti. Aveva dato mandato per l’allestimento un gruppo in grado di puntare decisamente alla prima piazza. La pochezza dei risultati sin qui ottenuti (tre punti in quattro gare) ha messo in crisi l’intero apparato tecnico/sportivo. Ed ora sono tutti in discussione. Pazienza e Perinetti confermati ad interim. La “piazza” ne chiede la testa a gran voce. Li possono salvare solo i risultati.
Sorprendono in positivo i 7 punti del Monopoli e del Sorrento. Potenza conferma le ambizioni da play off. Foggia nel limbo di coloro che stanno sospesi. Deludono Casertana e Latina relegate in zona play out ed ancora con il segno zero nella casella delle vittorie.
Avvio difficile per l’Altamura. Bisognerà correre ai ripari? Quattro sconfitte consecutive minerebbero le “certezze” ed allarmerebbero chiunque. Campionato in avvio, dicevamo.
Classifica corta e bugiarda e, per alcuni club, stanno per arrivare delle penalizzazioni. Sta a significare che ancora può succedere di tutto. Per il primato e per la salvezza. Nel rispetto di un detto che nel calcio non è stato mai smentito: “gli attaccanti vincono le partite, le difese i campionati!”.
Una riflessione, quindi, va fatta. Chi ritiene di dover intervenire, per rimediare a eventuali errori di valutazione e di percorso, lo faccia nell’immediato. Chirurgicamente. Con freddezza. Scientemente. Non si comporti come quel famoso medico che si era fatto impietosire…Le “ferite” vanno curate. Ed anche tempestivamente.


