sabato 15 Giugno 24

Mezzo Sir, mezzo Robin Hood. Grazie Sor Claudio, gentiluomo del calcio italiano

Dopo aver centrato la salvezza con il suo Cagliari, si ritira Claudio Ranieri. Testaccino e romanista doc, chiude così una carriera dedicata alle sfide impossibili

Le venti misere miglia, che separano Leicester dalla Contea di Nottingham, non hanno fatto alto che amplificare l’enfatica ed orgogliosa narrazione di quella meravigliosa storia, che il calcio ha saputo trasformare in Leggenda. Solo venti miglia, bastano per comprendere come possano essere affini d’animo un bandito ed un Baronetto, un fuorilegge ed un Sir.
Per toccarlo con mano serve risalire il Soar, lasciarsi guidare dall’affascinante luce della campagna delle Midlands, tenendo la bussola in direzione nord, prima di mettere gli stivali per qualche metro nel Trent, proprio sotto il Cranfleet Cut Bridge.

Il resto lo fanno le emozioni, le sensazioni e l’istinto. La terra di Robin di Loxley, profuma di rivalsa, di riscatto sociale, di sfacciataggine, di guerra ai potenti e d’impossibile, anzi di impossibile che diventa realtà. Le venti miglia che separano il Leicester City Stadium dalla Contea di Nottingham, mentalmente, semplicemente non esistono, come non può esistere differenza alcuna tra chi “ruba ai ricchi per dare ai poveri” e chi ai “poveri del calcio” ha donato il più grosso tesoro che la Corona d’Inghilterra abbia mai visto, mettendo in fila Gunners, Citizen e Spurs. Sir Claudio? Forse, meglio Robin da Testaccio.

As Roma 1973/74, Ranieri è il quarto in piedi

La campagna d’Inghilterra però, rende a Claudio Ranieri una giustizia troppo parziale, si tratta già del secondo, forse terzo atto di una carriera nobile, nata e sbocciata, esattamente sotto la vena cava di Roma. Le gesta di Sir Claudio, prima della proclamazione reale si sondano tra l’amore per la Lupa e quello per il calcio. Stessa cosa? Non provateci nemmeno, non a Roma, non a Testaccio, perché “er fettina”, alla maggica, resta devoto, anche dopo le sole sei presenze col giallorosso addosso, ed il biglietto di sola andata per Catanzaro. Il filo non si rompe per ripicca, il tradimento non si consuma, ed anzi si rinsalda, quando Ranieri, stazione dopo stazione, inizia quel percorso che trentacinque anni dopo l’avrebbe portato ad essere quello che ha sempre desiderato: Er Sor Claudio. Settembre 2009, Rosella Sensi scrive, Roma chiama, Ranieri risponde. Obbedisco.

Ranieri con Francesco Totti

Lo scudo sfiorato sul lungotevere, scucito da Cassano e Pazzini ad una curva dal traguardo, piuttosto che la rinascita del Monaco, la sceneggiatura da Oscar con la quale porta in vetta alla Premier il Leicester ed in ultimo il miracolo Cagliari, aggiungono valore alla vita di un uomo per bene, ad un gentiluomo del calcio, ad un professionista vero, capace anche nei momenti di tensione dialettica di non oltrepassare la linea del buongusto. Il Normal One, lascia il calcio, in silenzio, in punta di piedi, con garbo e con rispetto, come sempre fatto nella sua vita. Complimenti mister.

Grazie Claudio, Robin Hood di Testaccio.

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