di Vittorio Galigani
Spontaneo chiedersi, nella pochezza generale, cosa sia venuto a fare Gautieri. Il Taranto attuale va alla deriva, anche deferito per inadempienze normative. Società contestata e abbandonata al suo destino dai tifosi. Futuro incerto. Chiude la classifica da solitario
La quinta giornata di serie C girone C è iniziata, su tutti i campi, con l’affettuoso “abbraccio” a Totò Schillaci. Il campione “picciotto” nazionale, prematuramente scomparso nei giorni scorsi.
Conduce su tutti il Benevento, nel rispetto delle previsioni iniziali. Auteri ha polsi ed esperienza collaudata. Una regolarità disarmante nel gioco e nei risultati ha portato i giallorossi in vetta. Si dirà dei giallorossi come complesso più completo e competitivo del girone, ma la maestria del tecnico nel guidare questa macchina va riconosciuta.
La quaterna di reti con la quale il Benevento ha “sommerso” il Foggia ci racconta che praticamente non ci è mai stata partita. Incedere incerto dei rossoneri che ora, con soli 5 punti nel carniere, sentono sul collo il fiato “pericoloso” della zona play out. Il presidente Canonico dovrà, necessariamente, correre ai ripari.
Picerno “stratosferico” quello ammirato contro il Crotone. Umiliante la “manita” rifilata ai pitagorici. Per Longo uno “schiaffone” sonoro ed inaspettato di fronte ai suoi ex sostenitori. Sperava, l’attuale allenatore del Crotone, in una accoglienza migliore.
I rossoblu lucani, che già venivano dall’ottima prestazione di Catania, confermano la bontà del lavoro di Vincenzo Greco. Continuità del progetto, costi di gestione adeguati alla categoria, impianto tecnico competitivo, non disdegnando anche la valorizzazione di qualche buon giovane “puledro”. Cambiano le “tessere” del mosaico, ma rimangono i buoni risultati. Il “paesino” di montagna, che conta poche migliaia di abitanti, valido esempio per tutto il sistema calcio.
La quinta di campionato è stata anche la giornata dei rigori sbagliati. Si mordono le dita a Cerignola. Rigore sbagliato in avvio di partita e gol, inaspettato, subito nella ripresa. Prima sconfitta di stagione. Casalinga per di più. Ed i dauni perdono la vetta della classifica.
Di Dio sugli scudi al contrario, compie un errore macroscopico. “Confeziona” un assist determinante che manda in porta Caturano. Facile, facile, per il collaudato “bomber” del Potenza, depositare in rete indisturbato. Potenza appaia meritatamente, i gialloblu, in una posizione di prestigio nella classifica attuale. Per alcuni versi inaspettata, ma per entrambe meritata.
Sui rigori sbagliati, addirittura due, “sbatte” la rincorsa del Trapani. Un pareggio che il risultato finale stride contro i meriti dei granata. I ragazzi di Aronica hanno comandato in lungo ed in largo sul piano del gioco, ma gli errori di Kanoute e soci, dal dischetto e sotto porta, hanno frenato la marcia dei siciliani, di avvicinamento alle zone alte della classifica. Sono problemi di ambientamento alla categoria o difetti imperdonabili sulla prestazione? Meravigliano questi passi falsi che l’impianto tecnico è di primordine
Si usa dire che la fortuna aiuta gli audaci. Ringrazia, in questo caso, il Monopoli che passa a Cava de’ Tirreni grazie a una sfortunata deviazione, nella propria porta, di un calciatore avversario. Autogol e vantaggio fortuiti, certamente, ma prestazione di tutto rispetto quella dei biancoverdi.
I ragazzi del presidente Francesco Rossiello hanno contenuto positivamente la reazione dei padroni di casa. I tre punti conquistati sull’ostico campo campano li “collocano” ora in classifica al fianco di Cerignola e Potenza. Bene mettere punti in cascina. Prevenendo le difficoltà ed il freddo del lungo inverno.
Daniele Faggiano e Mimmo Toscano stanno prendendo coscienza delle difficoltà che si incontrano affrontando le “provinciali” del girone. In due partite il Catania, favoritissima sulla carta, ha lasciato sul campo 4 punti pesanti. Il pareggio interno con Picerno e la sconfitta di Giugliano pesano infatti negativamente sulla classifica attuale. E non sappiamo ancora nulla di eventuali prossime penalizzazioni per il ritardato rispetto di obblighi normativi.
Sorprendono invece, in positivo, gli otto punti in classifica che pongono il Giugliano in una invidiabile posizione. Di tranquillità assoluta. La vivace prestazione dei gialloblu è stata “condita” dai buoni sapori dei tre gol rifilati alla più che distratta difesa rossoazzurra. Bertotto può considerarsi soddisfatto del percorso dei suoi.
Avellino e Taranto le note negative. Il Latina sbanca il Partenio. Biancoverdi, tre soli punti in cinque partite, attori, una volta di più, di una pessima prestazione. La contestazione esplode aspra al termine della gara. Il presidente D’Agostino, nella notte di sabato, “smonta” gli staff dell’area sportiva e tecnica. Perinetti, Pazienza e collaboratori tutti, a casa. Pesano, sulla decisione, i 9 punti (tanti) di distacco dalla vetta. Dopo appena cinque giornate di calendario.
Il progetto di un torneo di vertice sta andando in frantumi. Squadra in affido temporaneo a Raffaele Biancolino, giovane tecnico della primavera. Richiamati in “servizio” due aiutanti dello staff di Rastelli, tutt’ora come lui a libro paga. I prossimi giorni si squarceranno le nubi sui programmi di stagione. Non sono escluse sorprese. Incluso il rintegro, per i più clamoroso, dello stesso Rastelli.
Altamura “passeggia” facilmente sul Taranto. Davanti a uno Iacovone quasi deserto. Vantaggio dei rossoblu momentaneo, ma immeritato. Ripresa inguardabile. Risultato che gli ospiti, padroni del campo, ribaltano in tre minuti. Altamura che scavalca i padroni di casa anche in classifica.
Ai gol dei rossoblu esultanza irrispettosa e smodata di Shiba. Uno sconosciuto “pischello” che non merita di indossare quella maglia. Spontaneo chiedersi, nella pochezza generale, cosa sia venuto a fare Gautieri. Il Taranto attuale va alla deriva, anche deferito per inadempienze normative. Società contestata e abbandonata al suo destino dai tifosi. Futuro incerto. Chiude la classifica da solitario fanalino di coda.


