Tra gli spagnoli, ancora una volta, la luce più intensa è stata quella di Lamine Yamal. Sul suo versante ha creato continui problemi alla difesa fiamminga, costringendo raddoppi e ripiegamenti continui. A diciotto anni continua a riscrivere la normalità del calcio
La Spagna passa sul Belgio e alla fine è un risultato che rispetta il senso della partita. Non è stata però la vittoria di una squadra dominante, quanto quella di una formazione che ha saputo avere più pazienza dell’avversario. Il calcio, spesso, non premia soltanto chi crea di più, ma chi continua a credere che un episodio possa arrivare. E l’episodio è arrivato quando ormai il Belgio vedeva i supplementari.
A due minuti dal termine Lammens, che ha sostituito da poco Courtois infortunato, non trattiene un pallone apparentemente innocuo. È una distrazione che pesa come un macigno. Merino è il più rapido di tutti a leggere la situazione, anticipa difensori e portiere e deposita il pallone in rete. È il gol che decide il quarto di finale. E ancora una volta è Merino a diventare l’uomo delle partite senza ritorno: dopo aver colpito il Portogallo, elimina anche il Belgio.
La Spagna aveva meritato qualcosa in più nell’arco dei novanta minuti. Ha mantenuto il comando del gioco per lunghi tratti, ha imposto il proprio palleggio e ha costretto i belgi a rincorrere soprattutto con ordine e sacrificio. Ma il Belgio aveva interpretato la gara con grande intelligenza tattica, riuscendo per quasi tutta la partita a imbrigliare la manovra spagnola, togliendo profondità e spazi. Uscire così lascia inevitabilmente amarezza, perché resistere fino a pochi secondi dalla fine significa aver costruito una prestazione importante.
Tra gli spagnoli, ancora una volta, la luce più intensa è stata quella di Lamine Yamal. Sul suo versante ha creato continui problemi alla difesa fiamminga, costringendo raddoppi e ripiegamenti continui. A diciotto anni continua a riscrivere la normalità del calcio. Ha disputato tutte le gare di questo Mondiale, un traguardo straordinario per un ragazzo della sua età, ed è ormai considerato il giocatore capace di cambiare il volto delle partite con una sola accelerazione. Oggi è stato, ancora una volta, il migliore in campo.
Merita una riflessione anche il percorso del Belgio e del suo commissario tecnico Rudi Garcia, in carica dal 2025. Nelle venti partite della sua gestione sono arrivate soltanto due sconfitte: la prima e l’ultima. Un dato curioso, ma che racconta soprattutto la solidità del lavoro svolto. Garcia ha accompagnato con equilibrio il ricambio generazionale di una nazionale che sembrava aver chiuso un ciclo, restituendole competitività e identità. Il Belgio lascia questo Mondiale a testa alta, con la sensazione di aver ritrovato un futuro.
Adesso la Spagna troverà la Francia in semifinale. Sarà una partita che mette di fronte due modi diversi di interpretare il talento e due dei giocatori che oggi rappresentano il presente e il futuro del calcio mondiale: Kylian Mbappé e Lamine Yamal. Più che una sfida nella sfida, sarà un confronto destinato a orientare gli equilibri della partita. Da una parte l’uomo che da anni decide le grandi notti, dall’altra il ragazzo che sembra non conoscere il peso dell’età. È anche da questo duello che potrebbe dipendere il destino della semifinale.
Perché il calcio, alla fine, vive di episodi. Ma gli episodi, quasi sempre, scelgono chi ha avuto il coraggio di aspettarli.


