La squadra di Ciro Danucci vede la finale, ma attenzione all’Apice. Il tecnico ha a disposizione solo quattro difensori di ruolo. Il fischio di inizio sarà alle 16.00 al Perriello Zampelli
Il fischio di inizio delle 16, che verrà dato da Bonaventura Corti di Prato, darà il via al fiume di emozioni che attraverseranno sia i giocatori in campo che i tifosi sugli spalti o rimasti giocoforza in Puglia.
Al Perriello-Zampelli di Apice dove si svolgerà la semifinale di ritorno dei playoff nazionali, il Taranto si gioca una fetta enorme del suo ravvicinato futuro e che in programma ha la immediata promozione in Serie D. Si riparte dal 3-1, in rimonta della gara di andata, ma i rossoblù dovranno immaginare di essere sullo 0-0. Anche perché la formazione apiciana, allenata da Renato Cioffi, ha dimostrato di essere ben disposta in campo e di sapere far male. Il buon approccio iniziale di Massafra, con la rete del vantaggio dopo una dozzina di minuti, è un chiaro ammonimento a non assumere atteggiamenti troppo distensivi.
Non accadrà, anche e soprattutto perché il tecnico Ciro Danucci dovrà fare i conti con tre pesanti assenze in difesa, che ne hanno drasticamente ridotti gli effettivi. Allo squalificato Cristian Hadziosmanovic, che oggi sconterà la seconda e ultima giornata come da disposizioni del giudice sportivo, si aggiungono anche i gravi infortuni di Alessio Sansò e Dramane Konate. Il primo rivedrà un terreno di gioco soltanto nella prossima stagione, mentre per il secondo c’è una minima speranza che possa rientrare per una eventuale finale di ritorno. Ai comandi di Danucci, perciò, sono rimasti in quattro: Delvino e De Rosa sugli esterni e Rizzo e Guastamacchia al centro. Non ci sono alternative e nel caso di ulteriori problemi qualcuno dei centrocampisti dovrà essere adattato alla fase difensiva.


