giovedì 3 Aprile 25

Oltre 2.000 bimbi con patologie, Genitori Tarantini: “Indegna chiusura dell’Utin”

“Sosterremo qualsiasi iniziativa i nostri medici e infermieri vorranno intraprendere per difendere la sanità tarantina, già gravemente minacciata dall’inquinamento industriale che il governo attuale sembra avallare a scapito della salute pubblica”

“Nella giungla del mordi e fuggi dell’informazione, scarso spazio trovano quelle notizie che ci dovrebbero far riflettere profondamente. E farci indignare. E farci sollevare da quella comoda posizione seduta atta a mitigare le nostre reazioni. Ciò che succede a livello locale dovrebbe stimolarci in maniera sicuramente più profonda, visto che proprio quello che qui accade entra prepotentemente nelle nostre vite, le condiziona, le manipola, a volte le annulla”.

Lo dichiara in un comunicato stampa l’associazione Genitori Tarantini, in riferimento al rischio di chiusura del reparto Utin dell’ospedale SS Annunziata di Taranto.

“Ogni adulto tarantino dovrebbe sentirsi personalmente colpito da quanto sta accadendo a medici e personale infermieristico dell’Ospedale Ss Annunziata, a partire dalla toccante quanto allarmante analisi del dottor Giovanni Ciraci, uno dei professionisti ai quali vengono affidate la cura e l’assistenza di neonati e nuove mamme, nel reparto di Neonatologia e UTIN (Unità di Terapia Intensiva Neonatale) – aggiungono – È indegno, in una repubblica democratica che tutela la salute come fondamentale diritto del cittadino, che si verifichino situazioni talmente gravi da mettere addirittura a rischio l’esistenza stessa di un reparto di così vitale importanza”.

Come sottolinea il dottor Ciraci, ogni anno a Taranto nascono oltre 2000 bambini; molti di loro presentano problemi sanitari significativi che richiedono un’assistenza continua da parte dell’Utin.

Il personale medico del reparto è drammaticamente sottodimensionato e costretto a lavorare in condizioni estreme: doppi turni, reperibilità e rinuncia alle ferie sono all’ordine del giorno. “Così, chiudendo l’UTIN a Taranto, i bimbi con patologie dovranno essere trasferiti a Bari, Lecce e Foggia. Lo stesso vale per gravidanze a rischio o per i prematuri”, aggiunge l’associazione.

“Siamo pronti a sostenere qualsiasi iniziativa i nostri medici e infermieri vorranno intraprendere per difendere la sanità tarantina, già gravemente minacciata dall’inquinamento industriale che il governo attuale sembra avallare a scapito della salute pubblica, in particolare quella dei nostri figli e delle generazioni future”, afferma l’associazione Genitori Tarantini.

“Troppo spesso leggiamo di medici e infermieri aggrediti anche violentemente da parenti di ricoverati, persone pronte ad accusarli, senza tenere in minima considerazione la grave carenza di personale sanitario che incide profondamente sul fisico e sulla psiche di chi ogni giorno si mette al nostro servizio. Anche questi eventi sono figli della giungla del mordi e fuggi dell’informazione”, conclude la nota.

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